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	<title>Visti da vicino</title>
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	<description>di Alberto Polverosi</description>
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		<title>PRANDELLI NEI GUAI FRA TESTE CALDE, INFORTUNI E CRISI TECNICHE</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 11:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[CALCIO]]></category>

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		<description><![CDATA[ L’idea che Cesare Prandelli ha in testa da quando ha deciso di guidare la Nazionale è quella di restituire alla squadra la qualità mai vista nel biennio precedente, da Euro 2008 al Mondiale 2010.
 
Qualità che, secondo il ct, doveva confluire in Nazionale attraverso giocatori come Balotelli, Cassano, Pirlo e De Rossi. I primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/ansa/a1/860a00804b2e4c023b8b34628c371ba1_immagine_npp.jpg" alt="Inter" /> L’idea che Cesare Prandelli ha in testa da quando ha deciso di guidare la Nazionale è quella di restituire alla squadra la qualità mai vista nel biennio precedente, da Euro 2008 al Mondiale 2010.<br />
 <span id="more-180"></span></p>
<p>Qualità che, secondo il ct, doveva confluire in Nazionale attraverso giocatori come Balotelli, Cassano, Pirlo e De Rossi. I primi due, nei progetti di Cesare, dovevano rappresentare non solo la novità e il riscatto (erano fuori con Lippi), ma anche l’identità tattica della squadra, in un 4-3-2-1 con tre centrocampisti, i due in questione, e una prima punta da scegliere ogni volta fra quelle più in forma. Li aspettava a gloria per schierarli venerdì prossimo a Lubjana contro la Slovenia in una partita che, se vinta, può spingerci molto in avanti nella qualificazione a Euro 2012. E invece niente da fare.<br />
   Colpa di Balotelli, che sarà escluso da Prandelli dopo l’ultima follìa inglese. Al loro primo incontro, il ct gli disse: “Caro Mario, finora il personaggio è stato più importante del giocatore, adesso il giocatore deve superare il personaggio”. Belle parole, ma a vuoto. Il suo compare Cassano, invece, per ora fa il bravo a Milanello, anche se Allegri lo ha spesso lasciato fuori dal Milan, mentre nella Samp, prima della bufera, era insostituibile. E’ tornato in squadra a Palermo e, caso più unico che raro, ha messo d’accordo quasi tutti i giornalisti nelle pagelle. Voto: 4.<br />
   Problemi anche a centrocampo dove De Rossi è stato titolare 5 volte nelle 7 gare di Prandelli, che lo escluderà dalla convocazione per lo stesso motivo di Balotelli. Adeguato il suo commento: «Prandelli ha fatto bene a non chiamarmi, ci sono delle regole e vanno rispettate». Parla così un vero professionista. Quanto a Pirlo, l’unico vero elemento che nessuno può discutere per la qualità, si ripresenterà al ct solo per la prossima stagione.<br />
   Poteva andare meglio, come vigilia.</p>
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		<title>IL CALCIO ITALIANO È IL DOLORE DELLA GERMANIA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 15:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[CALCIO]]></category>
		<category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Dalla rete di un alessandrino a quella di un macedone. Quarantuno anni di storia del calcio, noi sempre (o quasi sempre) sopra, loro sempre (o quasi sempre) sotto. Dal gol di Gianni Rivera, nella partita che racchiude -meglio di tutte quelle giocate in mezzo secolo- il senso del calcio al gol di Goran Pandev, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/20/C_3_Media_1228220_immagine_npp.jpg" alt="Inter" /> Dalla rete di un alessandrino a quella di un macedone. Quarantuno anni di storia del calcio, noi sempre (o quasi sempre) sopra, loro sempre (o quasi sempre) sotto. Dal gol di Gianni Rivera, nella partita che racchiude -meglio di tutte quelle giocate in mezzo secolo- il senso del calcio al gol di Goran Pandev, non c’è solo la superiorità del calcio latino (italiano) su quello teutonico, c’è di più. C’è il trauma che abbiamo provacato nella mente dei tedeschi, c’è il senso di inferiorità che abbiamo insinuato nelle loro teste. Noi siamo il coltello piantato nel fianco della storia calcistica di Germania. <span id="more-178"></span></p>
<p>Come sia stato possibile è solo in parte un mistero e solo in parte la spiegazione sta nel calcio. Noi siamo quelli che si esaltano nell’improvvisazione (Coutinho, Sneijder, Pandev ed Eto’o tutti insieme, mai successo prima), loro sono quelli che non contemplano l’improvvisazione. Noi troviamo forze insperate, le loro forze sono invece tutte preparate, catalogate, registrate. Noi abbiamo il talento, loro lo schema. Noi ci crediamo, loro pure, forse quanto noi, ma non come noi, che sappiamo di avere sempre una risorsa in più. Le risorse dei tedeschi si esauriscono quando si esaurisce la loro forza.</p>
<p>Rivera segnò il gol del 4-3 in Italia-Germania 4-3, Pandev quello del 3-2 in Bayern-Inter e in mezzo c’è il nostro orgoglio. Dodici anni dopo la semifinale di Messico ‘70 li abbiamo incontrati nella finale di Spagna ‘82 e a Madrid (stadio dei dolori tedeschi) li abbiamo sbriciolati. Ci hanno aspettato 24 anni per una rivincita e gliele abbiamo suonate ancora, perdipiù in casa loro, al Westfalstadion di Dortmund, sotto quelle tribune che sembrano muri umani tanto sono ripide e urlanti sulle teste dei giocatori. Due a zero per l’Italia di Lippi che poi divenne di nuovo campione del mondo.</p>
<p>Ci soffrono anche quando la partita conta meno. Con la Nazionale di Prandelli, ci hanno accolto di nuovo a Dortmund, loro erano i grandi protagonisti del Sudafrica, noi stiamo rinascendo piano piano. Ma quella sera, sempre al Westfalstadion (cambiatelo, non vi porta fortuna) non solo non hanno vinto (1-1 alla fine), ma hanno rischiato di perdere ancora. E sul piano del gioco hanno perso in modo netto.</p>
<p>Nelle Coppe, il Milan ha dominato il Bayern all’Allianz Arena: aveva pareggiato a San Siro e ha giocato una delle più belle partite della sua storia europea, vincendo 2-0 prima di conquistare la Champions nel 2007. Poi il Bayern ha sottratto (termine lieve per quanto è accaduto) una qualificazione ai quarti di finale di Champions alla Fiorentina con la complicità dell’arbitro Ovrebo; nello stesso anno, sempre contro il Bayern, l’Inter ha conquistato la Champions nella finale di Madrid e mercoledì sera ha realizzato una delle più grandi rimonte di tutti i tempi. Siamo il dolore dei tedeschi.</p>
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		<title>UDINESE RECORD, 33 GOL NEL 2011 NESSUNO HA SEGNATO TANTO</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 16:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[CALCIO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nei cinque grandi campionati d’Europa, Premier League, Liga, Ligue1, Bundesliga e Serie A, nessuna squadra ha segnato quanto l’Udinese dall’inizio del 2011 a oggi. Con i 4 gol di Cagliari, il totale si fissa a 33 reti in 12 partite. Nemmeno il Real Madrid di Ronaldo, il Barcellona di Messi, l’Inter di Eto’o, il Bayern [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/54/C_3_Media_1223954_immagine_npp.jpg" alt="Udinese" /></p>
<p>Nei cinque grandi campionati d’Europa, Premier League, Liga, Ligue1, Bundesliga e Serie A, nessuna squadra ha segnato quanto l’Udinese dall’inizio del 2011 a oggi. Con i 4 gol di Cagliari, il totale si fissa a 33 reti in 12 partite. Nemmeno il Real Madrid di Ronaldo, il Barcellona di Messi, l’Inter di Eto’o, il Bayern di Robben, il Milan di Ibrahimovic o il Manchester di Rooney. Nessuno come l’Udinese di Totò Di Natale e Sanchez. Solo come media-gol, la squadra di Guidolin cede per un’inezia il primato alla prossima avversaria dell’Inter in Champions League: con le 6 reti segnate sabato scorso all’Amburgo, il Bayern di Van Gaal è arrivato a quota 26 nelle 9 gare del 2011 in Bundesliga, media di 2,88 gol ogni 90&#8242;, mentre l’Udinese si ferma a 2,75.</p>
<p>La classifica che pubblichiamo qui sotto è la conferma di una straordinaria fioritura di talenti, curata da un club che sotto questo profilo si può avvicinare al Barcellona. Chissà se a Udine riusciranno a tenere, tutti insieme, Di Natale, Sanchez, Isla, Zapata, Armeno e Asamoah anche nella prossima stagione. Sarebbe una bella scommessa e di fronte ai record che qui elenchiamo forse a Pozzo, il numero dei dirigenti italiani quando si parla di giovani dal futuro certo, verrà davvero la voglia di provarci. In ogni caso, quello che sta succedendo in Friuli (non solo quest’anno, ma quest’anno più delle stagioni scorse) rappresenta la straordinaria rivincita delle idee sulla ricchezza, delle risorse umane su quelle economiche, dell’investimento sull’acquisto del prodotto finito. Il futuro è a Udine.</p>
<p>La classifica dei gol d’Europa nel 2011<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
1° Udinese: 33 gol in 12 partite, media 2,75<br />
2° Inter: 30 in 12, media 2,5<br />
3° Real Madrid: 28 in 12, media 2,33<br />
4° Bayern Monaco: 26 in 9, media 2,88<br />
5° Barcellona: 24 in 12, media 2<br />
6° Milan: 22 in 12, media 1,8<br />
7° Olympique Lione: 20 in 8, media 2,5<br />
     Manchester United: 20 in 9, media 2,22<br />
9°  Bayer Leverkusen: 19 in 9, media 2,1<br />
      Espanyol: 19 in 12, media 1,5</p>
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		<title>IL FENOMENO È INZAGHI, NON IBRA</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 15:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[CALCIO]]></category>
		<category><![CDATA[Ibrahimovic]]></category>
		<category><![CDATA[Inzaghi]]></category>
		<category><![CDATA[Milan]]></category>

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		<description><![CDATA[ Perchè Inzaghi fa gol nelle partite più importanti di Coppa e Ibrahimovic no? Se chiedete in giro, ad appassionati di calcio, osservatori, esperti e competenti vari, chi è più forte fra Ibra e Pippo la stragrande maggioranza dirà che il più forte è Ibra. Anche noi, appartenendo alla stragrande minoranza, non abbiamo dubbi: Inzaghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/80/C_3_Media_1213680_immagine_oleft.jpg" alt="Ibrahimovic" /> Perchè Inzaghi fa gol nelle partite più importanti di Coppa e Ibrahimovic no? Se chiedete in giro, ad appassionati di calcio, osservatori, esperti e competenti vari, chi è più forte fra Ibra e Pippo la stragrande maggioranza dirà che il più forte è Ibra. Anche noi, appartenendo alla stragrande minoranza, non abbiamo dubbi: Inzaghi è più forte dello svedese. Non in tutto e per tutto, ma solo quando la partita diventa&#8230;tutto. Quando non puoi sbagliare, quando non c’è altro dopo quel livello, quando non c’è più rimedio, o sei dentro o sei fuori. Lo dice la storia, che Allegri ha sperato che per un giorno dimenticasse le sue ragioni. <span id="more-164"></span></p>
<p>Non è una questione di Champions, ma di tensioni che alimentano il calcio di Inzaghi e tormentano quello di Ibrahimovic. Quando le tensioni salgono, Pippo vola e Ibra si intimorisce. E non è neppure solo un problema di gol segnati (altrimenti nessuno oserebbe dire che lo svedese è più forte: le prove sono schiaccianti), ma di atteggiamento in campo. Quando Ibrahimovic gioca una normale o anche importante partita di campionato, si mette a scherzare col suo avversario, lo irride con quel gioco di gambe, con la sua ostentata sicurezza. Siamo pronti a scommettere che domenica, col Bari, sarà di nuovo Ibra. Non quello moscio, spento, stralunato di Londra. Londra come Manchester (con l’Inter) o come Milano (col Barcellona). Mai visto, in quelle gare farsi beffe dell’avversario, mai visto nemmeno provarci. Basta guardare le due tabelle, quelle delle gare in coppa (scontri diretti) e della Nazionale, per averne un&#8217;idea più precisa.</p>
<p>Questi sono i fatti, questa è la storia. Che appartiene a Inzaghi e non a Ibrahimovic.</p>
<table border="1" cellpadding="2" cellspacing="2">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 300px"><span style="font-weight: bold">Ibrahimovic in Coppa<br /></span></td>
<td style="width: 300px"><span style="font-weight: bold">Ibrahimovic in Nazionale<br /></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px">23 partite a eliminazione diretta in Champions League con soli 3 gol tutti con il Barcellona, 0<br />
gol con Milan, Inter, Juve e Ajax</td>
<td style="width: 315px">In 15 partite di Europeo e Mondiali, Ibrahimovic ha segnato 4 gol</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px"></td>
<td style="width: 315px"></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">AJAX</span></p>
<p>Quarti 2002-03<br />
Ajax-Milan 0-0 0 gol<br />
Milan-Ajax 3-2 0 gol</p>
<p>
      </td>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">MONDIALI 2002</span><br />
&nbsp; <br />
Inghilterra-Svezia 1-1: 0 gol <br />
Svezia-Nigeria 2-1: 0 gol <br />
Argentina-Svezia 1-1: 0 gol<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Ottavi<br />
Senegal-Svezia 2-1: 0 gol</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">JUVENTUS</span></p>
<p>Ottavi 2004-05<br />
Real Madrid-Juve 1-0 0 gol<br />
Juve-Real 2-0 0 gol<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Quarti 2005-06<br />
Liverpool-Juve 2-1 0 gol<br />
Juve-Liverpool 0-0 0 gol<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Ottavi 2005-06<br />
Werder Brema-Juve 3-2 0 gol<br />
Juve-Werder Brema 2-1 0 gol<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Quarti 2005-06<br />
Arsenal-Juve 2-0 0 gol<br />
Juve-Arsenal 0-0 0 gol</td>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">EUROPEI 2004</span><br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Svezia-Bulgaria 5-0: 1 gol<br />
Italia-Svezia 1-1: 1 gol<br />
Danimarca-Svezia 2-2: 0 gol</p>
<p>&nbsp;&nbsp; <br />
Quarti<br />
Svezia-Olanda 0-0 (4-5 dopo i calci di rigore, Ibra sbaglia quello decisivo)</p>
<p>
      </td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">INTER</span></p>
<p>Ottavi 2006-07<br />
Inter-Valencia 2-2 0 gol<br />
Valencia-Inter 0-0 0 gol</p>
<p>Ottavi 2007-08<br />
Liverpool-Inter 2-0 0 gol<br />
Inter-Liverpool 0-1 0 gol</p>
<p>Ottavi 2008-09<br />
Inter-Manchester 0-0 0 gol<br />
Manchester United-Inter 2-0 0 gol</td>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">MONDIALI 2006</span></p>
<p>Trinidad-Svezia 0-0: 0 gol <br />
Svezia-Paraguay 1-0: 0 gol<br />
Svezia-Inghilterra 2-2: 0 gol<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Ottavi<br />
Germania-Svezia 2-0: 0 gol</p>
<p>
      </td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">BARCELLONA</span></p>
<p>Ottavi 2009-10<br />
Stoccarda-Barcellona 1-1 1 gol<br />
Barcellona-Stoccarda 4-0 0 gol<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Quarti 2009-10<br />
Arsenal-Barcellona 2-2 2 gol<br />
assente ritorno<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Semifinale 2009-10<br />
Inter-Barcellona 3-1 0 gol<br />
Barcellona-Inter 1-0 0 gol</td>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">EUROPEI 2008</span></p>
<p>Grecia-Svezia 0-2: 1 gol<br />
Svezia-Spagna 1-2: 1 gol <br />
Russia-Svezia 2-0: 0 gol </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">MILAN</span></p>
<p>Ottavi 2010-11<br />
Milan-Tottenham 0-1 0 gol<br />
Tottenham-Milan 0-0 0 gol</td>
<td style="width: 315px"><span style="font-weight: bold">MONDIALI 2010</span><br />
&nbsp;&nbsp; <br />
Svezia non qualificata alla fase finale&nbsp;&nbsp; </p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>MILAN, IL PERICOLO È BALE</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 13:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[CALCIO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Allegri si sarà rincuorato davanti al filmato di Wolverhampton-Tottenham, probabilmente più di quanto lo fosse alla fine di Milan-Tottenham, di sicuro più, tanto di più, rispetto al primo tempo della sfida di San Siro: in quei 45&#8242;, il Milan non si era presentato in partita. Da quel momento, però, l’autostima dei rossoneri è cresciuta sensibilmente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/81/C_3_Media_1178181_immagine_npp.jpg" alt="Bale" /><br />
Allegri si sarà rincuorato davanti al filmato di Wolverhampton-Tottenham, probabilmente più di quanto lo fosse alla fine di Milan-Tottenham, di sicuro più, tanto di più, rispetto al primo tempo della sfida di San Siro: in quei 45&#8242;, il Milan non si era presentato in partita. Da quel momento, però, l’autostima dei rossoneri è cresciuta sensibilmente, le vittorie sul Napoli e sulla Juve hanno dato al Milan la certezza della propria leadership italiana, anche oltre i 5 punti che la dividono dall’Inter.<br />
<span id="more-162"></span><br />
 Lo stesso non si può dire del Tottenham che sul campo della penultima della Premier League ha preso 3 gol (risultato finale 3-3) per tre disattenzioni della sua difesa (il portiere Gomes in testa), due gol subiti di testa a conferma che sulle palle alte la squadra di Redknapp va spesso in difficoltà. Pronostico: almeno un gol il Milan riuscirà a farlo, vediamo quanti ne farà il Tottenham. Contro i Wolves, però, gli inglesi hanno recuperato il loro fenomeno, Gareth Bale, che aveva saltato la gara d’andata per infortunio, e questo è il vero grande problema di Bale, come del resto gli ha spiegato bene Capello a Milanello. Bale è il giocatore che nessuno ha: un esterno con uno scatto fenomenale, l’unico giocatore al mondo in grado di saltare un avversario senza la finta, gli basta lanciare la palla avanti, tanto arriva prima di quel malcapitato che lo marca. Domenica scorsa è entrato al 24&#8242; del secondo tempo al posto di Pienaar, ha toccato 11 palloni e ne ha sbagliati due, il primo per un errore di mira, il secondo per un controllo difettoso. Le altre 9 volte in cui è entrato sulla scena, la difesa del Wolverhampton ha tremato: un assist, una palla-gol e almeno tre cross precisi. Redknapp lo ha fatto giocare da ala destra davanti a Hutton. Ma il problema (Benitez ne sa qualcosa) è che Bale può giocare a destra o a sinistra, può partire dalla difesa o dal centrocampo, senza alcuna differenza. Può fare quello che vuole e spesso fa quello che vuole.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;azzurro pallido di Juve-Milan</title>
		<link>http://blog.corrieredellosport.it/polverosi/2011/03/06/lazzurro-pallido-di-juve-milan/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 11:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[CALCIO]]></category>

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		<description><![CDATA[
Milan-Napoli era la sfida fra la capolista e la sua inseguitrice; Juve-Milan è da sempre una sfida ad alta intensità emotiva. Bene: da due partite così affascinanti è nato uno spettacolo deprimente, indice del livello del nostro calcio, almeno del calcio di vertice. A Torino ieri sera c’era anche Cesare Prandelli. Povero ct, più che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/10/C_3_Media_1223210_immagine_npp.jpg" alt="Gattuso Milan" /><br />
Milan-Napoli era la sfida fra la capolista e la sua inseguitrice; Juve-Milan è da sempre una sfida ad alta intensità emotiva. Bene: da due partite così affascinanti è nato uno spettacolo deprimente, indice del livello del nostro calcio, almeno del calcio di vertice. A Torino ieri sera c’era anche Cesare Prandelli. Povero ct, più che un viaggio di studio è diventato un viaggio nei tormenti del suo lavoro. La lista degli osservati speciali era così formata: Buffon, Chiellini, Bonucci, Marchisio e Matri da una parte, Cassano dall’altra. Nei 3 giornali sportivi, nessuno degli azzurri o azzurrabili ha avuto la sufficienza, tolto Chiellini che ha preso 6 da Tuttosport, 5 e mezzo da Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport-Stadio.<span id="more-159"></span><br />
Buffon ha commesso l’errore del gol («ho tirato una ciofeca», ha ammesso candidamente l’autore del tiro, Gennaro Gattuso), Marchisio si è limitato all’ordinario con scarsi risultati, Chiellini (tornato centrale, dopo che pure in Nazionale, nell’amichevole in Germania, aveva giocato da esterno sinistro) si è fatto fregare da Ibrahimovic nell’azione del gol, Matri non ha preso una palla e Bonucci è rimasto in panchina fino a 10&#8242; dalla fine. Quanto a Cassano, su cui si appoggia il progetto tecnico di Prandelli, ha sbagliato un gol pazzesco e non è mai stato incisivo. I migliori italiani in campo sono stati Gattuso e Nesta, due giocatori che, per questioni anagrafiche, non rientrano più nei piani della Nazionale. E’ dura davvero la vita del ct.</p>
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		<title>NAPOLI, 7 MOTIVI PER CREDERCI ANCORA</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 19:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Sei punti dal Milan, uno dall’Inter. Dopo lo 0-3 di San Siro, il Napoli può ancora legittimamente sperare nello scudetto? La risposta è sì, per una serie di ragioni su cui ci soffermeremo, ma a una condizione: che il gruppo di Mazzarri abbia davvero il carattere della squadra forte. Dopo sconfitte così pesanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/60/C_3_Media_1216560_immagine_npp.jpg" alt="Napoli" /> Sei punti dal Milan, uno dall’Inter. Dopo lo 0-3 di San Siro, il Napoli può ancora legittimamente sperare nello scudetto? La risposta è sì, per una serie di ragioni su cui ci soffermeremo, ma a una condizione: che il gruppo di Mazzarri abbia davvero il carattere della squadra forte. Dopo sconfitte così pesanti e piene di rabbia si può reagire in due modi: con la rassegnazione (tanto le grandi fanno sempre quello che vogliono) o con la determinazione (siamo più forti di un rigore inventato). Galliani e Moratti, primi rivali del Napoli, hanno detto che per lo scudetto non è una lotta a due. Quanto meno, temono il Napoli. Vediamo perchè hanno ragione. <span id="more-157"></span></p>
<p> <strong>  (1) Il rigore e la sconfitta</strong>. Il modo in cui si è sbilanciata la partita di San Siro (rigore inventato) non ha mostrato la superiorità del Milan, superiorità apparsa netta, nettissima solo dopo l’uno a zero. E’ vero che nel primo tempo il Napoli è stato inguardabile, ma lo è stato anche il Milan. Tutt’e due hanno giocato a non&#8230;giocare, pessimo esempio per il calcio italiano, ma questa è la verità. </p>
<p>  <strong> (2) La programmazione.</strong> Il Milan veniva da una settimana&#8230;pulita, il Napoli ha avuto solo 3 giorni per preparare la gara. Di solito accade il contrario e questo, per un meticoloso come Mazzarri, è un handicap.</p>
<p>   <strong>(3) Gli impegni.</strong> Da ora in poi, il Milan avrà almeno 3 gare in mezzo al campionato (Tottenham e le semifinali di Coppa Italia), il Napoli potrà invece preparare con calma ogni partita. L’esatto contrario del punto 2, quindi un vantaggio considerevole.</p>
<p>  <strong> (4) Il calendario.</strong> E’ a favore del Napoli, a cominciare dal prossimo turno, con il Milan che va a Torino contro la Juve e gli azzurri in casa contro il Brescia. La squadra di Mazzarri giocherà in casa la penultima di campionato contro l’Inter: se i 3 punti in palio servissero per lo scudetto&#8230;</p>
<p>   <strong>(5) Lo scontro diretto.</strong> Quello fra Milan e Inter si deve ancora giocare e, come l’Inter ha scavalcato il Napoli sconfitto nel duello di San Siro col Milan, così il Napoli potrebbe ridurre sul Milan o ri-sorpassare l’Inter dopo il derby.</p>
<p>   <strong>(6) Il rientro di Lavezzi. </strong>Il Milan è quasi al top (mancano Ambrosini e Pirlo, ma le soluzioni di Allegri sono tante anche così), l’Inter aspetta il recupero (quando?) di Milito, mentre il Napoli sa con certezza che, scontato un altro turno di squalifica, riavrà il suo fenomeno. Una certezza in più.</p>
<p>  <strong> (7) Il duello-handicap.</strong> Il Napoli ha 6 punti in meno del Milan, frutto delle sconfitte nei due scontri diretti. In pratica, tolte quelle due gare, ha gli stessi punti. E ora, per sua fortuna, non deve più incontrare il Milan&#8230;</p>
<p>   Argomenti e speranze non mancano. Ma ora tocca al Napoli, alla sua forza, al suo carattere e alla sua voglia di continuare a stupire.</p>
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		<title>ALLEGRI E MAZZARRI, AMICI MAI</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 15:15:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da due livornesi è arrivato il pepe sullo scudetto. Chissà cosa avrebbe detto Ezio De Cesari, il personaggio più vero di un quarantennio di giornalismo sportivo, dal ‘60 al ‘90, firma straordinaria del Corriere dello Sport-Stadio, ma soprattutto ardenzino purosangue, ironico e tagliente, dei suoi concittadini Allegri e Mazzarri. Ne sarebbe stato orgoglioso, questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/28/C_3_Media_1219928_immagine_oleft.jpg" alt="Allegri-Mazzarri" />Da due livornesi è arrivato il pepe sullo scudetto. Chissà cosa avrebbe detto Ezio De Cesari, il personaggio più vero di un quarantennio di giornalismo sportivo, dal ‘60 al ‘90, firma straordinaria del Corriere dello Sport-Stadio, ma soprattutto ardenzino purosangue, ironico e tagliente, dei suoi concittadini Allegri e Mazzarri. Ne sarebbe stato orgoglioso, questo è sicuro, ma li avrebbe punzecchiati con l’arguzia, compagna delle menti sveglie. <span id="more-153"></span></p>
<p>Ezio è stato un maestro (di vita e di lavoro) per tanti di noi. Lo avessero conosciuto, il livornese Allegri e il sanvincenzino Mazzarri, avrebbero capito ancora meglio l’essenza della loro terra. In ogni caso, nè l’uno, nè l’altro hanno fatto mancare a questo campionato il sapore pungente di quella fetta di costa toscana. Non si sono mai amati e ora, alla vigilia della sfida scudetto, si sono attaccati direttamente. “Basta con le polemiche, non ti lamentare”. “Se parli è perchè hai la coda di paglia”. Nemmeno Sacchi e Trapattoni erano così espliciti, così diretti. Di recente, lo è stato solo Mourinho, ma davanti si era creato un esercito di nemici fra i quali, guardacaso, Allegri e Mazzarri nella singolare veste di alleati.</p>
<p>E questa è sola la vigilia. Domani i due allenatori cercheranno di fregarsi l’un l’altro trasferendo il campo di battaglia dalla dialettica alla tattica. La difesa a quattro, con i muscoli di Boateng, Van Bommel, Gattuso e Ibrahimovic da una parte, la difesa a tre con la rapidità dei cambi gioco di Gargano per Maggio e Dossena dall’altra.</p>
<p>Intanto possiamo ringraziarli per aver ravvivato questa settimana di calcio e polemiche, sfuggendo al torpore delle frasi fatte e dei luoghi comuni di un mondo dove tutti sembrano amici di tutti, senza esserlo. Del resto, il numero uno fra gli allenatori (ed ex allenatori), come battute e polemiche è un altro livornese, di Piombino: Aldo Agroppi. Pe fortuna Livorno esiste.</p>
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		<title>IBRA, CAVANI, IL CALCIO DI OGGI E DI DOMANI</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:37:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Nelle ultime quattro sconfitte di Coppa, ce n’è solo una totalmente immeritata. Quella del Napoli a Vila-Real. Non tanto per i due pali di Cavani e Lavezzi e per le occasioni fallite, quanto per il gioco che ha imposto in trasferta.
Se lo paragoniamo alle partite della Roma, del Milan e dell’Inter, il Napoli non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/37/C_3_Media_1218337_immagine_oleft.jpg" /> Nelle ultime quattro sconfitte di Coppa, ce n’è solo una totalmente immeritata. Quella del Napoli a Vila-Real. Non tanto per i due pali di Cavani e Lavezzi e per le occasioni fallite, quanto per il gioco che ha imposto in trasferta.<span id="more-150"></span></p>
<p>Se lo paragoniamo alle partite della Roma, del Milan e dell’Inter, il Napoli non sembrava una squadra italiana. Sembrava lo Shakthar, il Tottenham e il Bayern, per capacità di gioco, per personalità e autorevolezza. Ha giocato al Madrigal come fosse al San Paolo. Adesso, per capire la vera dimensione della squadra di Mazzarri, dobbiamo aspettare la sfida di San Siro. Se ha davvero compiuto un processo di crescita anche caratteriale, non accuserà un contraccolpo che, in caso contrario, potrebbe determinare una sua flessione.</p>
<p>Che Milan-Napoli si giochi dopo la disfatta delle nostre in Coppa è un colpo di fortuna. Ci permette di non finire in depressione, ci aiuta a pensare ad altro, a un campionato che, per l’equilibrio al vertice e la qualità di alcune comprimarie non è così malaccio come molti sostengono. Allegri tornerà a coniugare i muscoli alla tecnica, operazione a lui consentita dal rientro di Boateng, il giocatore che meglio di altri racchiude due caratteristiche in apparenza così distanti l’una dall’altra. I muscoli del ghanese, di Ibrahimovic, di Thiago Silva, di Gattuso e Van Bommel contro il dinamismo e la sveltezza di Dossena e Maggio, di Hamsik e Cavani. Su questo piano si batteranno i due allenatori che non hanno mai nascosto la loro reciproca antipatia.</p>
<p>La partita dell’anno avrà però altri protagonisti sul campo. Ibrahimovic e Cavani, il fenomeno dei campionati di mezza Europa e l’uomo che sta trascinando il Napoli in una stagione straordinaria. Su questo sito, la classifica del supercannoniere (che tiene conto di tutte le reti ufficiali, nazionale compresa, della stagione) vede in testa Cavani con 32 reti, secondo Eto’o con 31 e terzo Ibra con 20. Ma oggi molti, davanti a una domanda secca, sceglierebbero lo svedese. Lunedì Cavani ha l’occasione per ridurre la distanza e per spiegare a tutti che è lui il bomber di domani.  Quattro giorni a Milan-Napoli, cominciamo a divertirci.</p>
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		<title>CHAMPIONS, LE ITALIANE IN CRISI DI IDENTITÀ</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Dove abbiamo sbagliato? O, meglio ancora, dove siamo sbagliati? Dov’è finito il calcio italiano mentre all’estero fioriscono nuovi talenti e nuove idee? In Champions League abbiamo perso 3 partite su 3 in casa. A San Siro, nè Milan, nè Inter sono riusciti a fare un solo gol (con Ibra da una parte ed Eto’o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.corrieredellosport.it/images/09/C_3_Media_1217909_immagine_npp.jpg" alt="Eto'o" /> Dove abbiamo sbagliato? O, meglio ancora, dove siamo sbagliati? Dov’è finito il calcio italiano mentre all’estero fioriscono nuovi talenti e nuove idee? In Champions League abbiamo perso 3 partite su 3 in casa. A San Siro, nè Milan, nè Inter sono riusciti a fare un solo gol (con Ibra da una parte ed Eto’o dall’altra), all’Olimpico la Roma è stata sbriciolata da 3 reti ucraine. Premesso che le imprese sono ancora possibili, dobbiamo chiederci però dov’è la differenza fra noi e gli altri. Altri di tre Paesi diversi: Inghilterra, Germania ed Ucraina.<span id="more-142"></span></p>
<p>   Tanto per cominciare la <strong>personalità</strong>. Prendiamo il Tottenham, quarto in Premier League, che viene a giocare a San Siro contro il Milan, primo in serie A. Non ha Bale, non ha la coppia titolare di centrocampo, van der Vaart è acciaccato, Crouch pure. Potrebbe avere qualche timore e invece i timori sono tutti del Milan in un primo tempo senza forza, senza idee e senza coraggio, intimidito dall’autorevolezza degli inglesi. E’ la stessa personalità che lo Shakthar mostra all’Olimpico. Per non parlare del Bayern che va a San Siro e gioca come se fosse all’Allianz Arena: possesso palla alla catalana, tagli dei due esterni, tiri dal limite dell’area, fa il proprio comodo in casa dei campioni d’Europa. Le italiane sono titubanti, quasi sorprese da tanta forza mentale.</p>
<p>   La <strong>tattica</strong>. Una volta non eravamo maestri, eravamo gli unici maestri. Oggi non è più così, non è solo il calcio italiano a poter contare su strategie tattiche e idee elaborate. E’ impari, per esempio, il duello fra Van Gaal e Leonardo, che resta immobile di fronte al palleggio del Bayern, capace di mettere insieme 15 passaggi nel centrocampo interista. Non è in grado, l’Inter, di staccarsi dalle proprie posizioni per recuperare il pallone. Lascia che sia il Bayern a disporre del gioco. E’ in sofferenza anche Allegri, di fronte a Harry Redknapp che a San Siro occupa il campo col palleggio. L’organizzazione è tutta a favore degli inglesi. Non ha fortuna nemmeno Ranieri a incontrare un maestro (definizione appropriata in questo caso) come Mircea Lucescu.</p>
<p>   La <strong>tecnica</strong>. Siamo presi dai nostri campioni. Uuuh quanto è forte Ibra. Vero, è fortissimo, quando incontra Paci o Gamberini vive di prepotenza, facendo pesare il carisma. Quando sale il livello, quando davanti comincia a trovare coppie esperte di difensori, come Vidic e Rio Ferdinand, Piquè e Puyol, e anche Lucio e Samuel (vedi semifinale di un anno fa), passa dalla dimensione del fenomeno a quella di buon giocatore. E che campione è Vucinic! Vero, ha una qualità straordinaria. Ma poi ci accorgiamo che ragazzini come Douglas-Costa hanno una tecnica perfino superiore. Abbiamo gli occhi pieni del nostro campionato, dovremmo invece allargare le nostre vedute.</p>
<p>   E infine c’è una contraddizione stupenda. In Europa dicono che siamo i maestri del contropiede? Se è così, siamo proprio dei fessi. Due gol su tre degli ucraini sono arrivati in contropiede, Gomez ha fatto lo stesso, Crouch di più.</p>
<p>   Aspettiamo le gare di ritorno, vediamo se oltre a qualche buona idea ci resta anche un po’ d’orgoglio. Poi dovremo cominciare a riflettere sulla nostra identità che per ora è oscura.</p>
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