Visti da vicino

Visti da vicino

di Alberto Polverosi

PRANDELLI NEI GUAI FRA TESTE CALDE, INFORTUNI E CRISI TECNICHE

Inter L’idea che Cesare Prandelli ha in testa da quando ha deciso di guidare la Nazionale è quella di restituire alla squadra la qualità mai vista nel biennio precedente, da Euro 2008 al Mondiale 2010.
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IL CALCIO ITALIANO È IL DOLORE DELLA GERMANIA

Inter Dalla rete di un alessandrino a quella di un macedone. Quarantuno anni di storia del calcio, noi sempre (o quasi sempre) sopra, loro sempre (o quasi sempre) sotto. Dal gol di Gianni Rivera, nella partita che racchiude -meglio di tutte quelle giocate in mezzo secolo- il senso del calcio al gol di Goran Pandev, non c’è solo la superiorità del calcio latino (italiano) su quello teutonico, c’è di più. C’è il trauma che abbiamo provacato nella mente dei tedeschi, c’è il senso di inferiorità che abbiamo insinuato nelle loro teste. Noi siamo il coltello piantato nel fianco della storia calcistica di Germania. Continua »

UDINESE RECORD, 33 GOL NEL 2011 NESSUNO HA SEGNATO TANTO

Udinese

Nei cinque grandi campionati d’Europa, Premier League, Liga, Ligue1, Bundesliga e Serie A, nessuna squadra ha segnato quanto l’Udinese dall’inizio del 2011 a oggi. Con i 4 gol di Cagliari, il totale si fissa a 33 reti in 12 partite. Nemmeno il Real Madrid di Ronaldo, il Barcellona di Messi, l’Inter di Eto’o, il Bayern di Robben, il Milan di Ibrahimovic o il Manchester di Rooney. Nessuno come l’Udinese di Totò Di Natale e Sanchez. Solo come media-gol, la squadra di Guidolin cede per un’inezia il primato alla prossima avversaria dell’Inter in Champions League: con le 6 reti segnate sabato scorso all’Amburgo, il Bayern di Van Gaal è arrivato a quota 26 nelle 9 gare del 2011 in Bundesliga, media di 2,88 gol ogni 90′, mentre l’Udinese si ferma a 2,75.

La classifica che pubblichiamo qui sotto è la conferma di una straordinaria fioritura di talenti, curata da un club che sotto questo profilo si può avvicinare al Barcellona. Chissà se a Udine riusciranno a tenere, tutti insieme, Di Natale, Sanchez, Isla, Zapata, Armeno e Asamoah anche nella prossima stagione. Sarebbe una bella scommessa e di fronte ai record che qui elenchiamo forse a Pozzo, il numero dei dirigenti italiani quando si parla di giovani dal futuro certo, verrà davvero la voglia di provarci. In ogni caso, quello che sta succedendo in Friuli (non solo quest’anno, ma quest’anno più delle stagioni scorse) rappresenta la straordinaria rivincita delle idee sulla ricchezza, delle risorse umane su quelle economiche, dell’investimento sull’acquisto del prodotto finito. Il futuro è a Udine.

La classifica dei gol d’Europa nel 2011
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1° Udinese: 33 gol in 12 partite, media 2,75
2° Inter: 30 in 12, media 2,5
3° Real Madrid: 28 in 12, media 2,33
4° Bayern Monaco: 26 in 9, media 2,88
5° Barcellona: 24 in 12, media 2
6° Milan: 22 in 12, media 1,8
7° Olympique Lione: 20 in 8, media 2,5
Manchester United: 20 in 9, media 2,22
9° Bayer Leverkusen: 19 in 9, media 2,1
Espanyol: 19 in 12, media 1,5

IL FENOMENO È INZAGHI, NON IBRA

Ibrahimovic Perchè Inzaghi fa gol nelle partite più importanti di Coppa e Ibrahimovic no? Se chiedete in giro, ad appassionati di calcio, osservatori, esperti e competenti vari, chi è più forte fra Ibra e Pippo la stragrande maggioranza dirà che il più forte è Ibra. Anche noi, appartenendo alla stragrande minoranza, non abbiamo dubbi: Inzaghi è più forte dello svedese. Non in tutto e per tutto, ma solo quando la partita diventa…tutto. Quando non puoi sbagliare, quando non c’è altro dopo quel livello, quando non c’è più rimedio, o sei dentro o sei fuori. Lo dice la storia, che Allegri ha sperato che per un giorno dimenticasse le sue ragioni. Continua »

MILAN, IL PERICOLO È BALE

Bale
Allegri si sarà rincuorato davanti al filmato di Wolverhampton-Tottenham, probabilmente più di quanto lo fosse alla fine di Milan-Tottenham, di sicuro più, tanto di più, rispetto al primo tempo della sfida di San Siro: in quei 45′, il Milan non si era presentato in partita. Da quel momento, però, l’autostima dei rossoneri è cresciuta sensibilmente, le vittorie sul Napoli e sulla Juve hanno dato al Milan la certezza della propria leadership italiana, anche oltre i 5 punti che la dividono dall’Inter.
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L’azzurro pallido di Juve-Milan

Gattuso Milan
Milan-Napoli era la sfida fra la capolista e la sua inseguitrice; Juve-Milan è da sempre una sfida ad alta intensità emotiva. Bene: da due partite così affascinanti è nato uno spettacolo deprimente, indice del livello del nostro calcio, almeno del calcio di vertice. A Torino ieri sera c’era anche Cesare Prandelli. Povero ct, più che un viaggio di studio è diventato un viaggio nei tormenti del suo lavoro. La lista degli osservati speciali era così formata: Buffon, Chiellini, Bonucci, Marchisio e Matri da una parte, Cassano dall’altra. Nei 3 giornali sportivi, nessuno degli azzurri o azzurrabili ha avuto la sufficienza, tolto Chiellini che ha preso 6 da Tuttosport, 5 e mezzo da Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport-Stadio. Continua »

NAPOLI, 7 MOTIVI PER CREDERCI ANCORA

Napoli Sei punti dal Milan, uno dall’Inter. Dopo lo 0-3 di San Siro, il Napoli può ancora legittimamente sperare nello scudetto? La risposta è sì, per una serie di ragioni su cui ci soffermeremo, ma a una condizione: che il gruppo di Mazzarri abbia davvero il carattere della squadra forte. Dopo sconfitte così pesanti e piene di rabbia si può reagire in due modi: con la rassegnazione (tanto le grandi fanno sempre quello che vogliono) o con la determinazione (siamo più forti di un rigore inventato). Galliani e Moratti, primi rivali del Napoli, hanno detto che per lo scudetto non è una lotta a due. Quanto meno, temono il Napoli. Vediamo perchè hanno ragione. Continua »

ALLEGRI E MAZZARRI, AMICI MAI

Allegri-MazzarriDa due livornesi è arrivato il pepe sullo scudetto. Chissà cosa avrebbe detto Ezio De Cesari, il personaggio più vero di un quarantennio di giornalismo sportivo, dal ‘60 al ‘90, firma straordinaria del Corriere dello Sport-Stadio, ma soprattutto ardenzino purosangue, ironico e tagliente, dei suoi concittadini Allegri e Mazzarri. Ne sarebbe stato orgoglioso, questo è sicuro, ma li avrebbe punzecchiati con l’arguzia, compagna delle menti sveglie. Continua »

IBRA, CAVANI, IL CALCIO DI OGGI E DI DOMANI

Nelle ultime quattro sconfitte di Coppa, ce n’è solo una totalmente immeritata. Quella del Napoli a Vila-Real. Non tanto per i due pali di Cavani e Lavezzi e per le occasioni fallite, quanto per il gioco che ha imposto in trasferta. Continua »

CHAMPIONS, LE ITALIANE IN CRISI DI IDENTITÀ

Eto'o Dove abbiamo sbagliato? O, meglio ancora, dove siamo sbagliati? Dov’è finito il calcio italiano mentre all’estero fioriscono nuovi talenti e nuove idee? In Champions League abbiamo perso 3 partite su 3 in casa. A San Siro, nè Milan, nè Inter sono riusciti a fare un solo gol (con Ibra da una parte ed Eto’o dall’altra), all’Olimpico la Roma è stata sbriciolata da 3 reti ucraine. Premesso che le imprese sono ancora possibili, dobbiamo chiederci però dov’è la differenza fra noi e gli altri. Altri di tre Paesi diversi: Inghilterra, Germania ed Ucraina. Continua »