Sebastian Giovinco
Abbiamo preteso troppo da questa Juve. L’illusione che potesse tenere testa all’Inter sino alla fine, magari sfruttando lo scontro diretto, è quasi svanita con i tre gol di Pellissier. Era più una speranza che un esame realistico della situazione. Bisogna dare atto alla Juve di averci provato e magari ci proverà ancora sino alla fine, anche perchè deve difendere comunque il secondo posto, ma è netta la sensazione che abbia dato tutto quello che aveva.

Dunque, niente processi, tantomeno a Ranieri. A otto gare dalla fine la Juve ha 5 punti in più rispetto all’anno scorso, ha la seconda difesa del campionato ed ha segnato solo un gol meno dell’Inter. Durante la stagione Ranieri ha dovuto far fronte a molti infortuni, i più pesanti e più lunghi quelli di Buffon, Trezeguet e Camoranesi. Ha lanciato giovani di qualità, ma pur sempre giovani e non fenomeni, come Marchisio, De Ceglie e naturalmente Giovinco, ha rigenerato Marchionni. Non si può dire che il bilancio complessivo sia negativo e magari ci può scappare ancora qualcosa in Coppa Italia. La Juve è stata l’unica vera rivale dell’Inter, quella che ci ha provato di più.

Tutto questo con una squadra in cui alcuni giovani di talento non sono ancora completamente pronti, maturi, mentre i vecchi campioni sono ormai sfioriti. Del Piero per alcuni mesi è stato straordinario, ma poi ha avuto una netta flessione, Nedved va verso il declino, lo stesso Buffon dopo il lungo infortunio ora accusa qualche incertezza, nonostante sia sempre il miglior portiere in circolazione. Hanno deluso invece gli acquisti: Poulsen, sicuramente, e in parte Amauri, che sinora ha segnato quanto Floccari.

E allora bisogna dire con chiarezza che per costruire una grande Juve ci vuole tempo e ci vogliono giocatori di primo livello. Qualche Poulsen in meno e qualche campione vero in più, che possa davvero colmare il vuoto che inevitabilmente lasceranno Nedved, Trezeguet e lo stesso Del Piero.