Josè Mourinho
Questo è il momento dei catastrofisti, le tre italiane sono fuori, come era in parte prevedibile, e sembra che il calcio italiano sia piombato improvvisamente nel buio. Che sia inferiore a quello inglese, almeno a livello di club, lo sapevamo da un pezzo. Nelle ultime due Champions gli inglesi hanno piazzato tre squadre su quattro in semifinale e magari ci riusciranno anche questa volta. Il calcio italiano ha retto botta col Milan sino a quando la vecchia guardia di Ancelotti ce l’ha fatta, ora sono dolori per tutti.

Ma è pur vero che il sorteggio è stato decisivo, se avessero trovato il Lione, il Porto, l’Atletico Madrid, lo Sporting e il Panathinaikos, le nostre probabilmente sarebbero andate avanti. Respinti i catastrofisti, va anche fatto però un distinguo forte tra il crack doloroso e clamoroso dell’Inter e la delusione per Juve e Roma.

Queste due non chiudono con un bilancio fallimentare, la Roma è andata vicinissima ai quarti, è l’unica ad aver vinto in questo round e se non fosse arrivata allo scontro con l’Arsenal con mezza squadra, probabilmente ora sarebbe ancora in Europa. Anche la Juve ha fatto la sua parte ed entrambe comunque hanno vinto il loro girone iniziale.

Il crack dell’Inter è di ben altre dimensioni: Mourinho ha vinto solo due partite su 8, ad Atene e con i ciprioti, poi ne ha pareggiate 3 e perse 3. Si è qualificato per gli ottavi arrivando secondo in un girone modesto e infine contro il Manchester, tra andata e ritorno, non ha mai dato l’impressione di potercela fare. E ancora: Roma e Juve non hanno mai fatto spacconate o detto di aspirare alla Coppa, mentre l’Inter ne ha fatto il suo manifesto. Mourinho non è forse arrivato per garantire all’Inter quella dimensione europea che Mancini non le aveva saputo dare? Bene. Anzi, male. Con Special One l’Inter ha fatto peggio, vincendo quest’anno in Europa la miseria di due partite.