E’ singolare, o se preferite molto significativo, che Adriano Galliani, nella settimana del derby, flirti con Mourinho e metta sotto accusa Carlo Ancelotti. Al suo tecnico, che da otto anni gestisce a Milanello squadre impossibili e costruite secondo esigenze mediatiche, ha mandato a dire: «Mi deve spiegare perchè siamo a 8 punti dall’Inter».

E’ sperabile che Ancelotti, magari dopo il derby, glielo spieghi a quattr’occhi. Nel calcio, come nella vita, non c’è riconoscenza. Ma Ancelotti potrebbe ricordargli semplicemente che in estate aveva chiesto un attaccante e un difensore, mica la luna. E invece la società gli ha dato Ronaldinho e Sheva, cioè un campione in declino, copia sputata di Kakà, e un attaccante sparito. Certo, il Milan ha ripreso Borriello dal Genoa, ma non è colpa di Ancelotti se Borriello non ha potuto mai giocare. E ancora potrebbe ricordargli che la società, per coprire il vuoto lasciato dalla Champions, ha pensato bene di organizzare lucrose amichevoli sotto zero, che hanno complicato puntualmente la settimana milanista e messo a dura prova i muscoli dei giocatori.

E così potrebbe spiegargli che la difesa dell’Inter è fatta da Maicon, Maxwell, Cordoba, Chivu, Samuel, mentre nel Milan giocano ancora Maldini e Favalli, ottanta anni in due, come coppia centrale. E se tutto questo non bastasse, si potrebbe spiegare a Galliani e alla società che c’è una bella differenza tra il calcio che fa vedere Ancelotti e quello di Mourinho. L’Inter gioca un calcio fisico e poco creativo: grande difesa, palla ad Ibra che inventa per gli altri o conclude da solo. Senza Ibra il calcio dell’Inter sarebbe piatto e grigio come una palude.

Il Milan, quando ce la fa, gioca un calcio molto più ricco, complesso e articolato. Arriva al gol con una manovra più fantasiosa, spettacolare e anche faticosa. Certo ha troppa gente vecchia e usurata, non riesce ad esprimersi sempre su ritmi alti e prende gol perchè in difesa ha campioni sfiniti, stremati. Noi auguriamo ad Ancelotti di vincere anche questo derby, dopo quello dell’andata. E magari a fine stagione di andar via. Perchè Galliani lo sa bene come stanno le cose, capisce eccome di calcio e se adesso, invece di dire grazie al suo tecnico, tenta di metterlo sotto accusa, vuol dire proprio che il Milan ha deciso di cambiare pilota. Benissimo. Ancelotti troverà porte spalancate al Real o al Chelsea, vediamo invece cosa sarà capace di fare il suo erede a Milanello. Che si chiami Leonardo o Raffaello!