Ronaldinho torna in pista, all’improvviso torna anche nel cuore dei milanisti. Se non ci penserà lui, addio derby. Tutto merito di Kakà, perchè Ancelotti le sue scelte, molto ponderate e difficili, le aveva fatte. Il Milan tipo si è visto per quattro gare di fila con Ronaldinho in panchina. Poi Ronaldinho è tornato contro la Reggina e il Milan non ha vinto più. Conicidenza? Forse, ma non solo. Ronaldinho per ora è soprattutto un esempio di professionalità. Non potendo lodarlo per altro, Ancelotti non perde occasione per sottolineare il suo comportamento impeccabile.

Sheva ed Emerson, per esempio, spesso hanno puntato i piedi, ma al Milan sono bravi, anche le inquietudini della panchina si gestiscono bene. Difficile che capiti un caso Balotelli o un caso Panucci. Però si sa che Ronaldinho ha accettato quattro panche di fila senza aprire bocca, anz con quel sorriso stampato che non perde nemmeno nei momenti peggiori.

Ora Kakà si è fermato, dunque tocca a lui fare qualche magia contro Mourinho. Non sarà facile perchè il ragazzo ormai gioca da fermo, ha sempre tocchi divini, ma raramente decisivi. E’ poco dinamico, poco aggressivo, poco tutto, salvo accendersi ogni tanto, regalando sprazzi del grande giocatore che fu. Ora il derby è la grande occasione per dimostrare che ha ancora voglia di stupire. Questa volta non toglierà equilibrio alla squadra e spazio a Kakà: Kakà infatti non ci sarà.