L’angolo di Ferrajolo

Caso Panucci, io sto con Spalletti

Panucci ha chiesto finalmente scusa al suo allenatore. Se l’avesse fatto prima, ne avrebbero guadagnato lui e soprattutto la Roma. Sembra che stamattina abbia stretto la mano a Spalletti, riconoscendo l’errore. Rientra così nei ranghi, potrebbe addirittura giocare contro l’Inter a San Siro, visto che Cicinho e Juan non ci saranno e Diamoutene e Loria stanno molto meglio in panchina che in campo. Continua »

Champions, per Mourinho è l’ora del salto di qualità

Sembra quasi una resa dei conti tra il calcio italiano e quello inglese. Il nostro ha sempre sofferto un po’ a livello di club, ma spadroneggiando a livello di nazionale. Tanto che per mettere le cose un po’ a posto, gli inglesi hanno chiamato Capello. Ma tra domani e mercoledì la sfida globale è un’altra: le tre migliori italiane contro le tre migliori della Premier League.
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Juve del futuro, meglio Diego o Cassano?

Meglio Diego o Cassano? La Juve deve darsi presto una risposta. L’anno scorso aveva già messo le mani su Diego, poi lo lasciò perdere. Visto ieri sera contro il Milan, sarà venuto qualche rimpianto. Ma d’altra parte non dobbiamo scoprirlo adesso il brasiliano. Ha qualità, classe, inventa e gioca su ritmi elevati. Continua »

Milan, basta figurine. Ora servono difensori

Premesso che Rosetti ha arbitrato male e che nel finale il Milan avrebbe meritato il pareggio, sarebbe triste e sbagliato liquidare il derby che ha deciso il campionato, aggrappandosi agli errori arbitrali di domenica sera o di un’intera stagione. Continua »

Milan, c’è qualcuno più bravo di Ancelotti?

E’ singolare, o se preferite molto significativo, che Adriano Galliani, nella settimana del derby, flirti con Mourinho e metta sotto accusa Carlo Ancelotti. Al suo tecnico, che da otto anni gestisce a Milanello squadre impossibili e costruite secondo esigenze mediatiche, ha mandato a dire: «Mi deve spiegare perchè siamo a 8 punti dall’Inter».

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Ronaldinho, il derby è l’ultima occasione?

Ronaldinho torna in pista, all’improvviso torna anche nel cuore dei milanisti. Se non ci penserà lui, addio derby. Tutto merito di Kakà, perchè Ancelotti le sue scelte, molto ponderate e difficili, le aveva fatte. Il Milan tipo si è visto per quattro gare di fila con Ronaldinho in panchina. Poi Ronaldinho è tornato contro la Reggina e il Milan non ha vinto più. Conicidenza? Forse, ma non solo. Ronaldinho per ora è soprattutto un esempio di professionalità. Non potendo lodarlo per altro, Ancelotti non perde occasione per sottolineare il suo comportamento impeccabile.

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