Mentre l’Inter va alla volata scudetto, Ibra se ne sta dieci giorni in Svezia. Per guarire, naturalmente. Ma non sembra che Mancini sia troppo turbato. E non ha tutti i torti. Ibra, grandissimo talento, negli ultimi tempi ha dato poco all’Inter.

In parte per l’infortunio e in parte per uno scadimento di forma complessivo. Ha segnato 15 gol sinora, metà però su rigore e l’ultimo su azione risale nientemeno al 20 gennaio, a quasi tre mesi fa. Mancini è stato bravissimo nel trovare l’alternativa e se l’Inter nelle ultime partite ha dato segnali di ripresa, di un ritrovato vigore atletico, molto si deve a Balotelli, che ha portato gol, freschezza e fisicità.

Mancini lo ha lanciato in un momento critico con coraggio e grande intuito, il ragazzo ha risposto alla grande, confermando le doti di cui tutti lo accreditano. Dunque, l’assenza di Ibra sta pesando molto meno del previsto e per certi versi si è rivelata salutare, ha aiutato l’Inter a trovare nuove energie e nuovi appetiti. Ibra , se sta bene ed è ispirato, riesce a dare alla squadra alternative di gioco, sbocchi offensivi, fantasia.

Ha sicuramente più numeri, oltre che più esperienza , rispetto a Balotelli. Ma il ragazzone ha già segnato due gol importanti, a Bergamo e contro la Fiorentina e niente di questo suo successo sembra casuale. Anzi sembra un’esplosione naturale, quasi programmata. L’assenza di Ibra inciderà dunque poco o niente sulla corsa scudetto. E non è nemmeno scontato che al suo ritorno, lo svedese ritrovi subito il posto, magari nel derby. Se Balotelli continuerà così, difficilmente Mancini lo metterà fuori. E difficilmente l’Inter perderà lo scudetto.