BASTEREBBE FARSI GUIDARE DAL BUON SENSO
- Mercoledì 1 Dicembre 2010
Questa volta è veramente difficile dare torto al presidente del Coni, Gianni Petrucci, che definisce la scelta dell’Aic di bloccare il campionato l’11 e 12 dicembre come «manifestazione di una assoluta lontananza dall’attuale momento del Paese». L’altro giorno, l’Unione Europea ha comunicato al nostro Governo che nel 2011 gli italiani dovranno fare ulteriori sacrifici, forse per sei, sette miliardi aggiuntivi. Negli ultimi anni grandi categorie di lavoratori, gente che guadagna millecinquecento euro al mese e con notevoli rinunce acquista un biglietto allo stadio o un abbonamento alle pay tv, hanno firmato contratti collettivi diversi rispetto al passato, come si usa dire « figli dei tempi » ( tremendi) che ci tocca vivere. Con tutto il rispetto per Sergio Campana, ma la sua decisione e quella dei suoi più stretti collaboratori appare un vero e proprio insulto al buon senso, alla ragione e anche alla decenza visto che parliamo di «lavoratori» che guadagnano centinaia di migliaia se non milioni di euro all’anno ( netti, gli unici al mondo per i quali si ragiona sempre «tasse escluse»). I calciatori hanno dichiarato nel loro comunicato che bloccheranno il campionato perché la Lega si è rifiutata «di accettare l’impostazione dell’Aic». Continua »
VAN GAAL, L’EX PROMESSA È DIVENTATA MAESTRO
- Sabato 22 Maggio 2010
MADRID – La signora si fa lasciare dal taxi davanti al Bernabeu, a pochi metri dal Paseo de la Castellana. «Che succede?» , chiede all’amica. Un vero Marziano, l’unica che non sa cosa sta per accadere. Louis Van Gaal fissa la platea, rispondendo in varie lingue ma sempre con quel gracchiare tipico di coloro che sono nati in Olanda. «La parola chiave è una sola: concentrazione. Voi siete qui per parlare di noi ma questo ci trasmette una certa pressione. Ciononostante, dobbiamo concentrarci, non sarà facile come per una partita con l’Hannover, ma dobbiamo riuscirci».
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UN SEGNALE DA COGLIERE
- Martedì 27 Ottobre 2009
Gli ottimisti potrebbero giungere alla conclusione che il calcio, per primo, ha raccolto l’appello lanciato poche settimane fa dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: «La politica deve guardare alla valorizzazione del Mezzogiorno nell’interesse di tutto il Paese». E’ evidente che per quanto il pallone sia importante, questa conclusione sarebbe viziata da un eccesso di autostima, quasi una sorta di delirio di onnipotenza. Ma senza esagerare nella portata dell’evento, se qualcosa di nuovo c’è nel calcio italiano, questo qualcosa è rappresentato dalla straordinaria competività delle squadre del Sud. Continua »
Il trionfo nel giorno di San Nicola
- Sabato 9 Maggio 2009
Vincere senza giocare; trionfare senza soffrire. Ma in fondo cosa conta. Avanti con la festa, da via Sparano a Bari Vecchia, nel giorno di San Nicola. Il Bari è in serie A: l’ha meritata e se l’ha raggiunta senza versare una goccia di sudore, senza bagnare una maglietta, solo per l’incapacità del Livorno (e delle altre avversarie) di stargli dietro in una stagione dominata in lungo e in largo, allora paradossalmente vuol dire che questa squadra bella e imprevedibile, bella e impossibile (per i suoi avversari) ha costruito qualcosa che va al di là della sua storia diventando storia di tutti.
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UNA SENTENZA CHE STRAVOLGE LE REGOLE
- Martedì 9 Settembre 2008
Quella del giudice sportivo, Tosel, più che una sentenza è un complicato e pericolosissimo esercizio di equilibrio. Bisogna capirlo, il giudice, emulo di Don Abbondio ( chi non ha coraggio mica se lo può dare), stretto fra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che da presidente del Milan contesta la responsabilità oggettiva, e il ministro dell’interno, Maroni, che agita la bandiera della « tolleranza zero » dopo che i buoi, per responsa- bilità varie e assortite, sono fuggiti. Aurelio De Laurentiis minaccia di abbandonare la compagnìa. Non è facile essere presidenti in una città come Napoli, bellissima e difficilissima. E’ evidente che in un contesto sociale così non si può pensare che il calcio sia la Valle dell’Eden.
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NELLA BOLGIA SVIZZERA C’E’ ROSETTI
- Venerdì 6 Giugno 2008
La Fiera del Pallone sta tirando a lucido le sue sale. Si venderà e si comprerà, sulle note degli inni nazionali e sulla base degli appunti vergati dagli operatori che si preparano a calare quando il clima si farà più caldo. Ma meglio non confidare nelle previsioni meteo perché sembra che butti veramente male. Meglio confidare in personaggi come Cristiano Ronaldo che non temono l’impopolarità, che rifiutano di dichiarare eterno amore a una maglia e che ai quattrini sbandierati dal Real Madrid è pronto a cedere, d’altro canto lo diceva Oscar Wilde, a tutto si può resistere tranne che alle tentazioni. Continua »
E L’ITALIA RISCOPRE UNA MINIERA: LO STADIO
- Giovedì 1 Maggio 2008
C’è chi coltiva idee avveniristiche come l’Udinese che ha progettato uno stadio ecocompatibile, perfettamente in linea con le indicazioni del protocollo di Kyoto e chi come la Samp medita di far crescere intorno all’impianto una grande zona commerciale.
IN SPIAGGIA CON GALLIANI
- Giovedì 14 Febbraio 2008
A parere di Adriano Galliani, i giornalisti sarebbero dei «tipi da spiaggia» perché da un lato evocano l’Inghilterra e dall’altro sono contrari alla spalmatura delle partite. Galliani essendo un abituale frequentatore di yacht, di tipi da spiaggia si intende, ma come spesso gli accade finisce per vedere solo una parte della realtà, quella che gli aggrada maggiormente. Non a caso è un sostenitore di un campionato di calcio modello Nba mutuandone, però, un solo aspetto: il numero chiuso e l’abolizione di quel fastidio sportivo rappresentato dalle promozioni e dalle retrocessioni. Ma essendo questa un’altra storia, lasciamola perdere e dedichiamoci allo «spezzatino» in salsa italo-inglese.
Quando si evoca il successo della Premier si fa riferimento soprattutto a un aspetto: la grande integrazione tra spettacolo dal vivo (gli stadi) e spettacolo televisivo. In Inghilterra trentaseimila persone vedono in media una partita allo stadio, una «densità» che rimanda a record degli inizi degli anni Cinquanta quando la televisione quasi non esisteva.
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RIVOLUZIONE MANCATA
- Martedì 22 Gennaio 2008
Assiso sulla sua sedia gestatoria, Cesare Gussoni, presidente dell’Aia, ha distribuito assoluzioni: per gli arbitri (per Gervasoni da Mantova in particolare), per Collina e per se stesso. L’intervento nei contenuti non fa notizia: siamo al cane che morde l’uomo e molto lontani dall’uomo che morde il cane. L’amore per le poltrone giustifica questa tendenza all’assoluzione e all’autoassoluzione. Ma forse sarebbe utile, per il bene di tutti, porre alcune domande partendo da quella più semplice e banale: ma non è che questi veleni sono i figli di una rivoluzione attesa e tradita?