Zarate e Cavani, colpi d’autore
- Lunedì 27 Settembre 2010
La Lazio ha vinto meritatamente in casa del Chievo, conquistando il primo posto al fianco dell’Inter. Una prova di maturità, di forza, di entusiasmo, della squadra di Reja, che si ritrova in vetta dopo cinque giornate per nulla agevoli. E’ anche questo – essersi già presentati in casa di Samp e Fiorentina, aver affrontato il Milan – che rende la classifica dei biancocelesti ancora più importante e significativa. Non è una sorpresa per chi, come noi, dall’inizio del campionato ha pensato che questa Lazio avesse gli uomini giusti per un campionato da protagonista. Continua »
RANIERI HA AVUTO PIU’ FEDE DI BENITEZ
- Domenica 26 Settembre 2010
Il bellissimo, imprevedibile ma meritatissimo gol di Vucinic allo scadere cambia non solo la partita, ma indirizza anche su binari completamente diversi la stagione della Roma, e dà una scossa all’intero campionato: l’Inter sembrava pronta a spiccare il volo, a iniziare la quinta marcia consecutiva verso lo scudetto. Non sarà così: oggi l’Inter potrebbe non essere più in testa alla classifica, e nel frattempo Ibra ha portato il Milan a solo 2 punti dalla vetta. Per Benitez è la prima sconfitta italiana ( aveva già perso la Supercoppa Europea), arriva inaspettata, proprio quando lo 0- 0 sembrava segnato. Certo, i suoi cambi ( via prima Milito, poi Pandev) Continua »
L’UNICA CHE RIESCE SEMPRE A VOLARE
- Giovedì 23 Settembre 2010
L’Inter vola: era già prima, ora è sola. L’Inter scappa: non da tutte le avversarie (resistono stoicamente a un punto Brescia e Chievo, splendide sorprese) ma da quelle che venivano considerate le grandi rivali per lo scudetto. Il Milan, dopo quattro giornate, è a meno cinque dalla vetta; la Juventus, se le va bene stasera con il Palermo (e non sarà facile), si porterà a meno tre; la Roma, rimasta in piena corsa scudetto fino all’ultima giornata dell’ultimo campionato, precipita addirittura a meno otto (anche se ieri è stato l’arbitro a dare ai giallorossi una botta decisiva, come vi raccontiamo a parte). Continua »
UNA PARTITA STRAVOLTA
- Giovedì 23 Settembre 2010
L’infimo livello arbitrale del nostro calcio, oltre alle ingiustizie che ha subito il Napoli, è evidente nella direzione di Brescia-Roma. Di un arbitro, Carmine Russo, capace di stravolgere – in collaborazione con i guardalinee – una partita. Che a un certo punto si è trasformata in una farsa, in un’esibizione ridicola, nello specchio di ciò che andiamo dicendo da anni. Continua »
E I TIFOSI CHI LI RISPETTA?
- Mercoledì 22 Settembre 2010
Se vi eravate organizzati le vacanze di Natale per rientrare in tempo e andare allo stadio il 6 gennaio lasciate perdere e cambiate i vostri programmi perché quel giorno non si giocherà: l’intera giornata di serie A è stata spostata al 22 dicembre, come hanno preteso e ottenuto i calciatori nell’ambito della trattativa per revocare – anzi, congelare – uno sciopero che già non stava in piedi. Ma per il quieto vivere di tutti, alla faccia dei tifosi e della gente che dovrebbe essere tutelata, la Lega e il suo primo rappresentante, Maurizio Beretta, hanno ceduto con la più facile strategia possibile, quella dello scambio. Continua »
MEGLIO TARDI CHE MAI
- Lunedì 20 Settembre 2010
Spaghetti e pallone, ultimo rito della domenica italiana. Lo impone la tv padrona, e il fruscìo degli euro blandisce i presidenti: nessuno si preoccupa delle difficoltà dei calciatori e nessuno bada ai sacrifici dei tifosi. E’ il calcio moderno, bellezza, quello che viola lo spogliatoio e spalma le emozioni, ogni giorno e ogni ora buoni per catturare telespettatori ( e dall’altra parte rastrellare contanti), pazienza se i campioni boccheggiano in un mezzogiorno di fuoco o congelano in notturne siberiane. Tutti distratti, se non complici, mentre l’avidità mortifica lo spettacolo, salvo poi svegliarsi quando il rito s’affaccia e svela le sue controindicazioni: 32 gradi a Bari («E 90 per cento d’umidità» chiosa Ventura), ventidue ragazzi che si trascinano, un marcantonio come Acquafresca che resta senza fiato ed è costretto ad abbandonare la contesa, il presidente del Cagliari, Cellino, che si scaglia contro il via alle 12.30 sino a suggerire lo sciopero ai calciatori.
Continua »
SE PROTESTANO TUTTI
- Lunedì 20 Settembre 2010
Zamparini è solito esagerare, ma stavolta è in ottima e inconsueta compagnia. Domenica scorsa era stato infatti Galliani ad accendere la miccia della questione arbitrale, litigando violentemente col designatore Braschi. Ora, il problema non sono solo gli errori arbitrali (che ci sono sempre stati e continueranno ad esserci fino a quando il calcio non si darà una mossa e dirà sì alla tecnologia, come ormai hanno fatto tutti gli altri sport). Il problema è che tutti contestano. Siamo solo alla terza giornata ed è già successo di tutto. Milan e Fiorentina hanno protestato ufficialmente, l’Inter se l’è presa persino con il giudice per la squalifica di Burdisso, e ieri la questione arbitrale è esplosa in tutta la sua gravità. Continua »
MAZZARRI, DEVI CREDERCI
- Lunedì 20 Settembre 2010
Siamo appena alla terza giornata e, come leggete a parte, gli arbitri ne hanno fatte di tutti i colori, scatenando le proteste dei presidenti: dal Nord al Sud, da Pozzo a Zamparini. Siamo appena alla terza giornata e, come leggete a parte, le follie del calcio-business sono finite sotto la lente di ingrandimento. Le partite alle 12.30 di domenica, ed è singolare che i dirigenti se ne siano accorti solo ora, sono un grande disagio per tutti. Per i giocatori e, anche se nessuno lo dice, per i tifosi. Solo che per qualche dollaro in più si fa davvero di tutto ed è sempre più fioca la speranza che qualcuno si accorga di quanti danni i nostri strateghi stanno facendo al pallone. Un movimento, quello del calcio, che ha gli anticorpi per sopravvivere a tutto. Anticorpi che sono rappresentati dalla passione della gente e dalle emozioni che riescono a dare i campioni. Campioni come Eto’o, capaci di permettere all’Inter di vincere una partita difficilissima a Palermo e di portare Benitez in testa alla classifica. Come dicevamo, Zamparini ed i suoi hanno legittimi motivi per arrabbiarsi. Continua »
QUANTI ALLENATORI GIA’ IN DIFFICOLTA’
- Domenica 19 Settembre 2010
Ibra, Dinho, Pato e Robinho: il gol non può essere un problema per il Milan. Ma se ieri non ci avesse pensato il vecchio Inzaghi, 37 anni, il Catania avrebbe vinto a San Siro, grazie a uno straordinario gol di Capuano e una gara di grande applicazione e sacrificio. Il Milan è stato quello di Champions, con la differenza che stavolta Ibra non s’è acceso all’improvviso risolvendo la situazione. Allegri, senza Pato e Robinho, non ha voluto rinunciare al tridente e il Milan ha confermato di non avere ancora gli equilibri necessari: il Catania in contropiede ha rischiato un paio di volte di chiudere la partita, prima di essere raggiunto da Inzaghi. Compito duro quadrare questo Milan, anche se Allegri di una cosa può essere soddisfatto: Boateng è l’uomo giusto per dare forza e sostanza al centrocampo. Continua »
IL BICCHIERE DI DEL NERI
- Venerdì 17 Settembre 2010
Quattro partite, zero vittorie: la partenza italiana in Europa League è preoccupante. Può sorridere – benché raggiunta allo scadere – soltanto la Sampdoria: l’1-1 di Eindhoven conferma che la rabbia per l’esclusione dalla Champions è smaltita, così come si era già visto con la bella prova di domenica a Torino. Il Palermo cede a Praga, pagando ingenuità difensive e beandosi dell’ennesima grande serata di quel fenomeno di Pastore: la sensazione è che i siciliani debbano maturare e crescere, ma le qualità ci sono. Più deludente, nonostante il punto conquistato, l’esibizione del Napoli, che s’è beccato anche i fischi dei tifosi.
La passione del popolo azzurro è eccezionale, se contro l’Utrecht – squadra nient’affatto straordinaria – non arriva il gol e nemmeno un gioco coinvolgente, è normale che la gente sbuffi.
La partita più inquietante di questo inquietante giovedì europeo l’ha però regalata la Juventus, anche per il livello imbarazzante dell’avversario. In campionato ha preso un punto in due partite, ma ieri la squadra di Del Neri s’è addirittura superata: non è riuscita a battere neppure il Lech Poznan, rivale davvero modesto, con un portiere modestissimo. Da non credere. E’ perfino andata sotto di due gol, quindi ha rimesso in sesto la partita grazie alla capacità di Chiellini di sfruttare le papere di Kotorowski. Quando Del Piero ha completato la rimonta con una magia da oltre trenta metri, pensavamo che i bianconeri fossero almeno in grado di gestire il vantaggio contro questi corridori polacchi, magari chiudendo la contesa in contropiede. Niente da fare: a tempo scaduto è arrivato il 3-3, lo stesso risultato di domenica.
Eppure Del Neri è soddisfatto (proprio così…), dice che in fondo la vittoria non è arrivata solo perché Rudnevs ha indovinato il tiro della domenica ( e gli altri due gol incassati? e quelli regalati a Chiellini dal portiere avversario?), racconta di vedere il bicchiere mezzo pieno. Beato lui che lo vede, il bicchiere: è già qualcosa.
Abbiamo espresso – prima che il campionato cominciasse – le nostre perplessità sugli acquisti della Juventus: tanti giocatori, nessun campione vero. Abbiamo sottolineato – il giorno del suo ingaggio – i nostri dubbi su un allenatore che non ha mai ottenuto risultati importanti alla guida di una grande e che conosce un solo modulo ( modulo che, guarda un po’, non è adatto ai calciatori che facevano parte del vecchio organico bianconero). I risultati, però, sono finora peggiori di ogni previsione, e lo spettacolo è deprimente: non c’è un’idea di gioco, non si vede nemmeno la spinta sulle fasce tipica delle squadre di Del Neri. E quando ieri, sul finire della gara, la Juventus s’è trovata in campo con il solo Del Piero in avanti – situazione quasi inedita per Alex in diciotto stagioni a Torino – siamo stati colti da un po’ di malinconia e da un’amara conferma: ridurre il parco attaccanti di un’unità, e con Quagliarella che non può giocare in Europa, è stata un’altra manovra avventata. Anzi, sbagliata.