NAPOLI, UN PASSO AVANTI E UN PASSO INDIETRO
Avanti tutte, dunque. Avanti il Palermo, che trova il modo di rischiare in quel di Maribor (va perfino sullo 0-2) salvo tirarsi fuori dai guai grazie a quel fenomeno di Hernandez. Avanti la Juventus, con una magia di Del Piero (un gol alla Del Piero, appunto). E avanti il Napoli, con una vittoria piena di significato: perché era quella che rischiava decisamente di più, perché le reti le ha firmate Cavani alle prime prodezze in azzurro. L’Europa League ci sorride, sì. Incredibili, in questa notte di Coppa, le implicazioni di mercato. Il Palermo – pensate un po’ – ha rischiato l’eliminazione per il gol segnato da Ilicic, che il club siciliano ha appena acquistato assieme a Bacinovic, tanto che ieri notte i due ragazzi del Maribor erano annunciati entrambi sull’aereo della squadra rosanero con destinazione Italia. La Juventus, poi, sta ribaltando la squadra, tra chi va (Diego è l’ultimo, per ora) e chi arriva. A questo proposito, bisogna aggiornare il conto. Ieri la società bianconera ha incassato due «no, grazie», roba d’altri tempi, roba da Gigi Riva: prima Di Natale e poi Burdisso hanno rifiutato di andare a Torino, preferendo uno Udine e l’altro Roma. Così i dirigenti juventini si sono tuffati su Quagliarella. E qui entra in ballo l’ultima nostra squadra impegnata ieri in Europa League, il Napoli.A testimonianza che la trattativa è andata avanti, e parecchio, Quagliarella ieri è finito in panchina, dove sembrava destinato a trovare posto Cavani. A quanto risulta, l’affare è praticamente fatto: il talento innamorato della sua Napoli, e del suo Napoli, giocherà nella Juventus. Per i bianconeri si tratterebbe di un colpo importante: un nazionale azzurro – uno dei pochissimi a salvarsi in Sudafrica – per potenziare l’attacco. Per il Napoli, al contrario, il segnale sarebbe molto, molto preoccupante: uno schiaffo alle ambizioni. Subito dopo avere compiuto un rilevante salto di qualità, aggiungendo Lucarelli a super Cavani e ovviamente a Lavezzi e allo stesso Quagliarella, gli azzurri stanno perdendo un tassello fondamentale del loro mosaico. Ci stupisce, anzi ci stupirebbe se De Laurentiis cedesse il suo attaccante alla Juventus, depauperando il Napoli e limitandone le prospettive. Ci stupisce, anzi ci stupirebbe se Mazzarri non si facesse sentire di fronte a una scelta di questo genere, perché in fondo è anche lui il garante tecnico del livello qualitativo del gruppo. A meno che l’allenatore non si senta in qualche modo sollevato dalla partenza di una delle sue stelle, perché così le scelte sono più facili e le rinunce meno discutibili.Continuiamo ad aspettarci che da Napoli, oggi, arrivino segnali di clamorosi ripensamenti, del tipo: Quagliarella resta con noi. Altrimenti De Laurentiis, per rilanciare le ambizioni della squadra azzurra, avrebbe soltanto un modo: reinvestire subito in campioni di livello. Perché questo Napoli, così com’è, ci sembra quello di due mesi fa: con Cavani e senza Quagliarella, con Lucarelli e senza Denis, con Sosa e senza Cigarini. Un passo avanti e uno indietro, insomma. Un Napoli che, sul mercato, strappa un pareggio, perché la differenza tra chi esce e chi entra non è sostanziale e perché quest’anno dovrà essere affrontata anche l’avventura europea. La gente, che popola il San Paolo ogni volta e si catapulta in massa fino in Svezia, si aspetta ben altro. E merita ben altro.
