IBRA, UN ACQUISTO CONTAGIOSO
- Lunedì 30 Agosto 2010
Ci sono acquisti addirittura «contagiosi» per il loro valore: riescono a scatenare un entusiasmo che si trasmette alle tribune, al campo. E’ ciò che ha prodotto l’arrivo di Ibrahimovic al Milan: lo svedese si è presentato a San Siro dicendo di voler vincere tutto e, come primo risultato, ha scatenato i suoi compagni. Bravissimo è stato Pato, che anche l’anno scorso alla prima giornata si presentò con una doppietta, ma tutto il Milan dava l’impressione di voler salutare il grande colpo di mercato, tenacemente voluto da Berlusconi e Galliani. E’ verissimo, come è stato detto, che il Milan abbia dato una risposta fortissima, estrema, al campionato, che vale una sfida lanciata alle migliori d’Italia e d’Europa. E se è vero che l’anno scorso c’è stata la partenza di Kakà, di cui tanto si è parlato, è altrettanto vero che in questi anni il Milan ha continuato a dare soddisfazioni alla sua gente. A gennaio di due anni e mezzo fa è arrivato un fuoriclasse come Pato, nell’agosto scorso ha debuttato uno dei migliori difensori del mondo come Thiago Silva. Senza dimenticare Ronaldinho.
Insomma, il Milan è pronto per competere ad altissimi livelli e Allegri ha la personalità e la sfacciataggine per amministrare tanti campioni. Un gruppo, quello dei campioni, a cui ha voluto ricordare di appartenere con la sua rete Pippo Inzaghi: gli anni passano ma lui è sempre lì. Ha invece steccato la prima la nuova Juventus di Del Neri, costruita a immagine del suo tecnico. Tante soluzioni sugli esterni, tanti buoni giocatori: l’impressione è che però a volte serva un acquisto «stellare» per far sentire tutti più forti e più tranquilli. La Juve ha subìto l’intraprendenza del Bari, che si è confermato ai livelli dello scorso campionato. Ventura è stato bravo a smontare alcuni pezzi della squadra per trovare però gli accorgimenti giusti. Continuando a valorizzare giocatori che sono passati senza la giusta fortuna nelle grandi squadre per poi dimostrare il loro notevole valore: parliamo di Donati, ma anche di Almiron che davanti alla sua «vecchia» Juve ha orchestrato il gioco con bravura e continuità. La prima giornata non è sicuramente indicativa, ma Del Neri ha molto da lavorare, su una squadra che deve crescere sul piano della manovra ma anche della personalità.
Con personalità si è presentato Cavani, autore del gol-non gol che aveva messo il Napoli nelle condizioni migliori a Firenze. I partenopei non hanno avuto però l’energia per sfruttare l’episodio favorevole. E così è stata la Fiorentina, è stato Mihajlovic a trovare l’ispirazione giusta. D’Agostino ha firmato il pari con un bellissimo gol, poi le due squadre hanno dato l’impressione di accontentarsi. Così come il Napoli, in sede di mercato, ha dato la sensazione di volersi «accontenta-re » , dopo aver dato l’illusione di pensare a un definitivo salto di qualità.
Il Napoli è un club di primissimo ordine e ha un bravo allenatore come Mazzarri: è un peccato che tutte queste componenti non abbiano calcolato l’effetto negativo della partenza di Quagliarella. Ci sono 48 ore ancora di mercato: sarebbe auspicabile che l’improvvisa cessione dell’attaccante venisse in qualche modo bilanciata da qualche arrivo importante, magari a centrocampo. Vorrebbe dire che tutto il Napoli crede a un ruolo importante.
Un ruolo significativo si deve ritagliare anche la Lazio, che è profondamente rinnovata negli uomini e molto più tranquilla rispetto alla passata stagione. La Lazio si è lasciata sfuggire l’occasione di partire alla grande: per un’ora ha comandato la partita senza però trovare il colpo giusto per indirizzarla a proprio favore. Un rigore e un errore di Muslera hanno cambiato il corso della gara. L’importante è che Reja continui a valorizzare le qualità di questo gruppo, che da Hernanes a Zarate, da Matuzalem a Ledesma ha tutto per crescere. E molto. Sono partite con un pari Palermo e Cagliari, mentre hanno fatto il pieno Chevo e Parma. Delizioso il tocco di Giovinco che ha spalancato la strada a Bojinov. Giovinco, già. L’unico juventino, o fresco ex, che ha fatto festa.
IL CAMPIONATO DELLE SORPRESE
- Domenica 29 Agosto 2010
In molti pronosticano un campionato pieno di sorprese. Per adesso ci hanno azzeccato, perché tutti insieme sono arrivati l’ufficialità di Ibrahimovic al Milan (considerato impossibile da Galliani ancora non molti giorni fa: probabilmente nascondeva la verità, certo che ha compiuto un vero capolavoro), il primo esonero ( Colomba a Bologna), il colpo del Genoa a Udine e, proprio in serata, il pareggio di una delle grandi favorite – la Roma – in casa con una neopromossa (il bellissimo Cesena di Ficcadenti). L’arrivo di Ibra cambia certamente le gerarchie del campionato: il Milan, considerato a rispettosa distanza dall’Inter ( e anche della Roma) guadagna immediatamente molti metri. Difficilmente Ibra sarà quello deludente di Barcellona, in Italia ha sempre fatto sfracelli e sempre vinto lo scudetto. Farà la differenza, come sempre: un paio di scudetti dell’Inter sono indissolubilmente legati al suo nome. Non troverà grande accoglienza, se non tra i suoi nuovi tifosi: difficilmente lo perdoneranno juventini e interisti.
Visto il mercato delle altre, deve stare attenta soprattutto la Roma, che non è più la sola anti- Inter possibile ( e Quagliarella farà fare un salto di qualità alla Juve). Partire senza gol non è il massimo, e Ranieri deve già cominciare a preoccuparsi. Certo, proprio l’anno scorso la sua Roma ha dimostrato che si fa sempre in tempo a rimontare, ma il pareggio di ieri non può essere considerato diverso da quello che è: un passo falso in piena regola. Con tutto il rispetto del Cesena, che ha corso il doppio della Roma, ha rischiato di prendere più di un gol ma ha anche sfiorato il colpaccio, non rinunciando mai ai suoi velenosissimi contropiedi. Non può essere già tempo di processi, ma la Roma non può non preoccuparsi di questo inizio di stagione. Ranieri subentrò a Spalletti proprio a fine agosto e seppe sfruttare al massimo la prima pausa della stagione: anche stavolta dovrà lavorare parecchio.
Una scossa inattesa – soprattutto per la tempistica – arriva da Bologna. Alla vigilia dell’esordio ( contro l’Inter!) è stato deciso di esonerare l’allenatore. E’ pienamente legittimo che un nuovo presidente scelga il tecnico che vuole, e cambi quello che trova e non conosce. Però Porcedda – che ha rivoluzionato l’organico dovrà pure spiegare perché, in carica dai primi di luglio, ha deciso solo alla fine di agosto. Adesso c’è da scegliere un allenatore in tutta fretta e non lo si mette nelle migliori condizioni: non conosce l’ambiente, non ha condiviso la campagna acquisti, si ritrova ad esordire contro l’Inter ferita dalla sconfitta di Montecarlo. Tra oggi e domani tutti in campo. Comincia a Bari la nuova Juve, completamente stravolta dal mercato. Proprio a Bari, l’anno passato, Ferrara conobbe una delle serate più amare, la sua Juve cominciò a perdersi definitivamente. Per Del Neri sarà difficile fare peggio, e soprattutto gli ultimi colpi (Krasic, Aquilani e Quagliarella) sembrano avergli regalato quella qualità che finora mancava. Tante partite da seguire: Fiorentina- Napoli e Palermo-Cagliari catalizzano l’attenzione. Ma grande curiosità c’è anche per la nuova Lazio e per il suo gioiello Hernanes: la trasferta di Genova è un banco di prova pesante.
NAPOLI, UN PASSO AVANTI E UN PASSO INDIETRO
- Venerdì 27 Agosto 2010
Avanti tutte, dunque. Avanti il Palermo, che trova il modo di rischiare in quel di Maribor (va perfino sullo 0-2) salvo tirarsi fuori dai guai grazie a quel fenomeno di Hernandez. Avanti la Juventus, con una magia di Del Piero (un gol alla Del Piero, appunto). E avanti il Napoli, con una vittoria piena di significato: perché era quella che rischiava decisamente di più, perché le reti le ha firmate Cavani alle prime prodezze in azzurro. Continua »
UN ALTRO ALLENATORE LA STESSA ANIMA
- Domenica 22 Agosto 2010
L’Inter ha ricominciato esattamente come aveva finito: vincendo. L’avevamo lasciata nella fantastica notte di Madrid, pronta a battere il Bayern e alzare una sospiratissima Champions. L’abbiamo ritrovata a San Siro, capace di ribaltare il vantaggio di Riise e timbrare con tre gol la conquista della Supercoppa. Il quarto successo nerazzurro in pochi mesi permette a Benitez di presentarsi al suo nuovo pubblico come aveva sognato, con un biglietto da visita che a una settimana dal via del campionato vuol dire soprattutto una cosa: l’Inter ha cambiato pelle, gioca con una difesa più alta e fa maggior pressing, ma con la stessa anima. L’anima di una squadra che non si è stancata affatto di vincere. E sembra aver deciso di restituire Eto’o alla sua specialità: il gol. La posizione, in apparenza, è sempre larga; ma lì davanti tutto è disegnato, dalla posizione di Sneijder ai movimenti di Milito, per portare il camerunese a vedere la porta. E’ anche su questo che sta lavorando Benitez, uno che non infiammerà la platea come Mourinho ma come il portoghese sa molto di calcio. Continua »
E SE UN’OUTSIDER STAVOLTA LOTTASSE PER LO SCUDETTO?
- Giovedì 19 Agosto 2010
Preliminari di Champions e prime sfide di Europa League ci portano nell’Europa che verrà. Ma a dieci giorni dalla prima giornata è già forte il richiamo del campionato. Impossibile, al momento, fare un bilancio e lanciarsi in previsioni tecniche: tutti o quasi sono al lavoro. Dall’Inter ufficialmente alla ricerca del vice- Balotelli, alla Juve che ha in testa almeno altre due pedine, alla Roma che deve risolvere i rebus difensivi, al Milan che medita o sogna il colpo a sorpresa. Si parla di loro, sempre di loro. Delle quattro grandi, che logica e numeri alla mano tutti danno per favorite. Continua »
HERNANES E’ UN COLPO ECCEZIONALE, ORA RIMANGA LEDESMA E SI RILANCI ZARATE
- Domenica 15 Agosto 2010
A due settimane dal via del campionato, molte squadre sono ancora un cantiere aperto, oppure in fase di ritocco, e aspettano risposte dal mercato. La Lazio, in quest’ultima settimana, ha piazzato quello che è considerato giustamente uno dei migliori colpi dell’estate. Ha saputo capitalizzare e reinvestire subito i soldi incassati dalla cessione di Kolarov, assicurandosi uno dei pezzi più pregiati a livello internazionale, il centrocampista brasiliano Hernanes: una mossa importante che accende di fiducia le prospettive della Lazio. E non è un caso, probabilmente, che ieri pomeriggio, alla vigilia di Ferragosto, quattromila tifosi si siano presentati a Fiuggi ad applaudire la squadra di Reja, durante l’amichevole vinta contro il Levante.
Hernanes ha contribuito a trasmettere energia positiva a un ambiente che ha vissuto con ansia e preoccupazione la scorsa stagione, buia e piena di contraddizioni. L’ex talento del San Paolo è un acquisto di alto livello: sono pochi i giocatori del suo stesso spessore sbarcati in Italia negli ultimi anni. Il brasiliano era stato corteggiato e inseguito da club di primissima fascia: è un centrocampista completo, elegante, in possesso di un’ottima tecnica, che ha grande senso tattico e la capacità di inserirsi in fase offensiva. Leonardo, un anno fa, lo aveva segnalato al Milan, così come Guardiola aveva pensato di portarlo al Barcellona. Hernanes, d’altronde, si prepara a diventare anche una figura di spicco della nuova nazionale brasiliana: il ct Menezes, che ha preso il posto di Dunga dopo il deludente Mondiale dei verdeoro in Sudafrica, l’ha subito convocato per l’amichevole dello scorso 10 agosto contro gli Stati Uniti.
E’ una Lazio che merita i complimenti, anche se resta il rimpianto di aver perso Kolarov. Continua »
PREMIAMO CHI CREA GIOCATORI DA NAZIONALE
- Venerdì 13 Agosto 2010
Si discute da giorni, da un mese e mezzo, praticamente dalla fine della fallimentare avventura in Sudafrica, della salute del nostro calcio. In tanti lì a sentenziare sulla mancanza di giovani talenti, sull’incapacità di addestrarli, su un futuro che più nero non potrebbe essere. Non credo, e detto adesso può sembrare un paradosso, che il nostro calcio sia però così giù, in condizioni così disperate. Continuo a pensare che il Mondiale ci abbia consegnato una sensazione molto più buia e più grigia di quanto sia la realtà. E che la ricostruzione della nostra nazionale sia molto meno problematica di quanto appaia. Abbiamo, in prospettiva, una coppia di difensori straordinaria – Ranocchia e Bonucci – da accompagnare con una certezza qual è Chiellini. Continua »
UNA SCELTA SENZA SENSO
- Venerdì 13 Agosto 2010
Puntiamo sui giovani. Italiani, se possibile. E bravi, ovviamente. E’ questo il messaggio che ci sentiamo ripetere da quando – ahinoi – siamo stati sbattuti indegnamente fuori dai Mondiali a opera della Slovacchia, del Paraguay e anche della Nuova Zelanda. Lo hanno detto tutti, dal presidente federale ai nostri migliori allenatori, da esperti assortiti a ex calciatori: giovani, italiani, bravi, solo così possiamo rinascere. E allora vendiamo Mario Balotelli, vent’anni freschi freschi, uno dei migliori talenti che abbiamo mai prodotto. Sì, vendiamolo agli inglesi, ché noi abbiamo di meglio. Continua »