ITALIA, SI PUO’ SOLO RISALIRE
- Sabato 26 Giugno 2010
La peggiore Italia di sempre, dopo una delle più belle. Il ribaltone in quattro anni è stato totale, avevamo visto e denunciato da tempo le allarmanti analogie con Messico ‘86. Ma questo non basta a spiegare una caduta così rovinosa, vergognosa. Non ci sono scuse e vediamo perché. Lippi ha sbagliato molto, dopo essere stato in Germania il numero uno. Ha sbagliato in questi due anni, sottovalutando con ostinazione segnali inquietanti e precisi: una qualificazione più che faticosa, molto anonima senza squilli, nonostante il girone facile. Il tonfo della Confederation e una sostanziale inaffidabilità della squadra. Ha perseverato nell’errore, continuando a puntare sugli juventini che, nel frattempo, cadevano come pere mature per infortuni e si lasciavano travolgere da una stagione orrenda.
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TUTTI A CASA
- Venerdì 25 Giugno 2010
C’è anche un lato comico, ridicolo, nella vicenda. Che qualcuno ha scambiato per un estremo, virile, atto di coraggio. Lippi che si presenta in sala stampa e solennemente annuncia: « E’ colpa mia » . Come se uno ti tamponasse a tutta forza mentre sei fermo al semaforo e non trovasse di meglio che scendere per rassicurarti così: « E’ colpa mia » . Ma come è colpa mia? Certo che è colpa tua. Ci mancherebbe altro. Fammi piuttosto capire a cosa stavi pensando, perché non hai rallentato, se ti eri preoccupato di vedere se funzionassero i freni.
Invece è bastato questo, « E’ colpa mia » , e c’è mancato poco che Lippi si aspettasse addirittura l’applauso. L’applauso per aver scritto, dopo una delle pagine più belle della storia azzurra con la conquista del quarto mondiale, sicuramente la pagina più brutta, umiliante, mortificante della nostra nazionale. Una Corea, anzi di più: peggio della Corea. Perchè quel più brutta, umiliante, mortificante della nostra nazionale. Una Corea, anzi di più: peggio della Corea. Perchè quel 19 luglio di 44 anni fa perdemmo ( in dieci) contro una rivale che non avrebbe dovuto crearci il minimo fastidio. Ma stavolta, e non era mai successo nella storia dei Mondiali, siamo stati eliminati al primo turno senza aver vinto una partita. Contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Un record pazzesco, che Gattuso ha sinceramente fotografato con uno slogan. « Siamo i cavalieri della vergogna ».
Ma visto che a Lippi è bastato, ovviamente, prendersi le proprie responsabilità, resta da capire e da approfondire il perchè di una figuraccia che non ha precedenti. E chiama in causa, ma ci arriveremo, anche i nostri dirigenti.
1) Da oggi un po’ tutti, vedrete, si lanceranno nell’analisi più scontata e banale in situazioni come queste. Si tornerà a dire che il problema sono gli stranieri, che un solo giocatore ( De Rossi) milita nelle prime due classificate, che il livello del nostro calcio non è stato mai così basso. Talmente ovvio da non meritare un approfondimento. E che sarebbe andato bene se avessimo perso con la Spagna, l’Inghilterra, il Brasile, la Germania, l’Argentina, l’Olanda, magari il Portogallo. Continua »
MARCHISIO O CRUYFF?
- Lunedì 21 Giugno 2010
Abbiamo una sola, grande, speranza. Che in questo momento è un inno all’ottimismo, alla fiducia, alla scaramanzia. Ventotto anni fa, ai Mondiali spagnoli, facevamo più o meno gli stessi discorsi: che pena, gli azzurri. Poi successe qualcosa di incredibile e, superato tra mille stenti il girone, riuscimmo addirittura ad arrivare sino in fondo. Continua »
ORA QUALITÀ: MONTOLIVO PIÙ PIRLO
- Martedì 15 Giugno 2010
Che avessimo grinta, carattere, non è stato mai in discussione. Il problema, il dubbio della vigilia, era piuttosto legato alla qualità complessiva della squadra. E il dubbio è rimasto, anzi è diventato sempre più forte. Perché l’Italia ha risposto sul piano della combattività – con Cannavaro e Zambrotta, De Rossi e Pepe sugli altri – ma è sulla trequarti che siamo mancati. Il Paraguay, dipinto e presentato con troppa enfasi, ha confermato di essere semplicemente, o solamente, una squadra di pedalatori e gregari. Logico, dunque, che bastasse un Montolivo discretamente ispirato per avere la superiorità a centrocampo: si sa che le idee corrono più veloci delle gambe. Continua »
PUNTO SULL’ARGENTINA, PUNTO SU MARADONA
- Venerdì 11 Giugno 2010
Comincia oggi un Mondiale che passerà alla storia, il primo Mondiale africano. Pieno di personaggi, storie, gonfio di quel fascino che sa trasmettere una competizione quanto mai equilibrata. Chi vuole andare sul sicuro – perché poi è difficile ammettere di aver sbagliato pronostico, come se fosse questo il metro da cui si giudica un “opinionista” – accredita quattro squadre dei favori del pronostico: Spagna, Brasile, Argentina e Inghilterra.
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UNA SCELTA CORAGGIOSA
- Giovedì 3 Giugno 2010
Questa volta Lippi ha avuto un guizzo. Era partito con una squadra già nella testa, l’ha cambiata di netto perchè ha capito che non sarebbe andato lontano. Raramente capita che un ct faccia ribaltoni negli ultimi giorni di lavoro, prima di salire sull’aereo che porta al mondiale. Lippi l’ha fatto con i rischi del caso, ma anche con un certo coraggio. La nazionale che stasera fa le prove contro il Messico è una nazionale diversa da quella che abbiamo visto nei due anni della qualificazione.
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FIORENTINA, LA GARANZIA È LA SOCIETA’
- Mercoledì 2 Giugno 2010
In un calcio che non ha memoria, e talvolta neanche cuore, la reazione di Firenze all’addio di Cesare Prandelli è conciliante: né musi lunghi, né conàti di gelosia, soltanto l’eco di applausi riconoscenti, suggeriti da buoni risultati sportivi e da ottimi rapporti umani. La gratitudine, però, non deve tracimare in rimpianto. E l’affetto non può diventare una prigione. Perché persino il calcio che custodisce la memoria, è fatto di pagine voltate e nuovi cicli. Giusto, dunque, sentirsi legati a Prandelli; inconcepibile sentirsi perduti senza Prandelli.
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