LA VITTORIA DI MOURINHO. TOTTI, COSÌ NO
L’Inter può davvero centrare il Grande Slam. Ha vinto la Coppa Italia intrappolando la Roma esattamente come temeva Ranieri. L’Inter l’ha messa sul piano fisico, dov’è nettamente superiore, e la Roma ha preteso di seguirla su quel territorio. Poco più di un mese fa la Roma aveva battuto l’Inter mettendola sul piano del gioco. Il bruttissimo fallo da espulsione di Totti su Balotelli è invece l’emblema di questa finale di Coppa Italia.
Partita vibrante, quasi isterica, evidentemente figlia delle polemiche e del nervosismo di questi giorni. Se domenica sera l’Inter s’era trovata a giocare, sullo stesso campo, praticamente un’amichevole, stavolta ha disputato una battaglia. I nerazzurri hanno costruito la loro vittoria nel primo tempo, hanno comandato il gioco e il gol di Milito è stato un autentico gioiello. Mourinho ha saputo costruire una squadra che sa cambiare faccia da un momento all‘altro. Con gli stessi giocatori: gli attaccanti che diventano i primi difensori, i centrocampisti che tappano tutti i buchi. Così l’Inter riesce a essere arrembante e poi a trasformarsi in un bunker.
La Roma, dopo aver regalato il primo tempo, ha dato tutto nella ripresa, ha sfiorato il gol (clamorose le occasioni fallite da Juan e Vucinic) ma non s’è mai liberata dal nervosismo che l‘ha attanagliata da subito. Sarà dura digerire questa amarezza, ma adesso c’è un campionato da concludere degnamente, due partite da vincere per non lasciare nulla d’intentato. Per quel che è diventato il calcio, arrivare secondi viene considerato un risultato deludente. Non è così, non può essere così: la grandezza di una squadra si misura con la capacità di lottare sino in fondo per traguardi prestigiosi. La Roma lo sta facendo: visto com’era nata questa stagione, il risultato finale sarà comunque miracoloso.
L’Inter può far suo il Grande Slam, vincere cioè Coppa Italia, scudetto e Champions, come mai nessuno è riuscito a fare in Italia. Mourinho le ha dato la personalità giusta, la mentalità vincente che soprattutto in Europa le mancava. Restano tre partite, tutte e tre da vincere: dovrà soffrire sino all‘ultimo istante, perché Roma e Bayern non le daranno respiro.
