Il coraggio di Ranieri
La Roma si è ripresa il primo posto, vincendo il più incredibile, romanzesco, derby che qualcuno potesse immaginare. A quattro giornate dalla fine, i giallorossi hanno effettuato il controsorpasso all’Inter, con una prova di coraggio che non ha precedenti. Il coraggio dei giocatori, ma anche e soprattutto il coraggio di Ranieri, autentico protagonista, che ha fatto ciò che nessuno poteva pensare: non lo avrebbero neppure pensato i suoi colleghi allenatori, non lo avrebbe neppure pensato qualsiasi tifoso. Poteva farlo, probabilmente, solo un tecnico romano: uno che della città ha assorbito gli umori e le emozioni, ma con la sua esperienza internazionale è riuscito a fare una scelta che sembrava – e ancora oggi, se ci pensi bene – sembra impossibile. Fuori Totti e De Rossi, un pizzico per scelta tattica, perché bisognava rinforzare le fasce, ma molto, molto di più per una scelta psicologica: i due, capitano e vicecapitano, romani prima ancora che campioni del mondo, faticavano a entrare mentalmente in partita e poi erano già ammoniti. Un errore, il più piccolo, avrebbe segnato definitivamente la partita.
La Roma è rientrata in campo, dopo un primo tempo in cui la Lazio aveva fatto molto meglio, come pervasa da una scossa elettrica.
Certo, sarebbe stata una gara diversa se la bella Lazio del primo tempo avesse timbrato il due a zero sul rigore parato da Julio Sergio. Su quel pallone è invece cominciata la riscossa giallorossa, che è passata dalla fantastica doppietta di Vucinic ma anche dal mostruoso lavoro di Toni e da quel modo di controllare il pallone di Menez – uno, due, tre tocchi di esterno, come sanno fare solo i grandi – che si è trasformato nella leva per aprire e sollevare la trequarti laziale. Reja, che aveva impostato benissimo la partita, si è trovato così nella necessità opposta. Dal possibile due a zero all’uno-due il passo è stato enorme: la Lazio comunque non ha mollato e grazie anche a un imprendibile Zarate, buttato nella mischia, è rimasta in partita fino all’ultimo tuffo. Era lì, anche in dieci contro undici per l’espulsione di Ledesma, a spingere, a provarci. Inaccettabile che un derby così emozionante, corretto in campo fino al novantesimo, abbia vissuto lo sgradevolissimo epilogo delle liti e dei contatti tra i protagonisti e si sia trasformato in una sorta di battaglia nelle vie intorno allo stadio.
Quell’attimo che ha segnato la partita, la parata di Julio Sergio sul rigore di Floccari, ha anche ridisegnato gli scenari complessivi del campionato delle due squadre. La Roma si è ripresa il primo posto, in una corsa che – tanto più dopo la sconfitta del Milan a Marassi – è diventata definitivamente a due. Gli esami per i giallorossi, che hanno eguagliato il record di 24 risultati utili consecutivi stabilito con Capello, non sono ancora finiti, a cominciare dalla prossima partita con la Samp. Ma, come dice giustamente Ranieri, è sempre meglio, molto meglio, essere arbitri del proprio destino.
La Lazio, passata dal possibile due a zero alla sconfitta finale, deve invece tornare pesantemente a concentrarsi su quella corsa alla salvezza che non si è ancora conclusa. Perché nel pomeriggio si è rifatta sotto l’Atalanta, capace di battere una Fiorentina che a questo punto è chiamata complessivamente, Prandelli compreso, a prendersi una rivincita nella prossima stagione. E perché si è avvicinato anche il Bologna che ha sfiorato l’impresa a Udine ed è stato raggiunto solo nel finale dal solito Di Natale. Di sicuro i rossoblù sono apparsi però nuovamente concentratissimi sul campionato dopo un periodo in cui forse hanno creduto di essere già salvi e quasi in vacanza. Appassionante, come la corsa scudetto e quella per la salvezza, anche la sfida per l’Europa. La Sampdoria ha conquistato il quarto posto che vale la Champions, ma il calendario per i blucerchiati è tutt’altro che agevole e la concorrenza non molla. Il Palermo con un’accelerazione finale ha agguantato il Cagliari, recuperando due gol; il Napoli ha piazzato il colpo a Bari con una strepitosa doppietta di Lavezzi. Si è fatta dura per la Juve che adesso ha sei punti di distacco dalla Samp e quattro da Delio Rossi. Ma le sorprese come gli scontri diretti non sono finiti: Palermo e Samp si affronteranno alla penultima, mentre nell’ultima giornata è in programma il confronto tra Samp e Napoli. E’ un campionato straordinariamente avvincente.
