Il rumore dei nemici si fa sempre più assordante, e l’Inter di Mourinho si stringe intorno a se stessa per andare all’assalto della pagina decisiva della stagione. Reduce dal ko con la Roma che ha riaperto il campionato, e mentre il Barcellona sembrava dare una mortificante lezione all’Arsenal, l’Inter s’è improvvisamente risvegliata. La sindrome da accerchiamento l’aveva paralizzata per tutto il primo tempo, ma i secondi 45 minuti vanno ricordati come tra i più intensi, irresistibili dell’intera storia nerazzurra. Certo, è arrivato un solo gol, ma le tante occasioni e le facce spaurite dei russi fanno prevedere che a Mosca l’Inter ce la farà.

Mentre gli uomini di Mourinho si sca­tenavano, quelli del Barcellona frena­vano, a dimostrazione che a questo livello di Champions non ci sono squa­dre che possano spadroneggiare. Era­vamo all’inizio del secondo tempo quando l’Inter si è prodotta in un’acce­lerazione di fuoco. Un po’ tutti – da Stankovic a Pandev a Eto’o – hanno sfiorato il gol, poi a sbloccare il risul­tato è stato il solito, micidiale Milito, l’uomo di tutte le stagioni e tutte le competizioni. Poi ci hanno provato inu­tilmente anche Sneijder, Cambiasso e ancora Stankovic. Il 2-0 – sacrosanto e meritatissimo – non è arrivato e, anzi, nel finale il Cska di Mosca ha partori­to la sua unica palla-gol, ma Julio Ce­sar è stato attentissimo su Necid.

La superiorità dell’Inter è stata così schiacciante che difficilmente la situa­zione potrà essere ribaltata a Mosca. Magari non sarà una passeggiata, ma un gol dell’Inter chiuderà la pratica. Il Cska è sembrato bravo soprattutto a distruggere, chissà cosa riuscirà a combinare in casa, dove peraltro do­vrà rinunciare a un paio dei suoi mi­gliori giocatori (Krasic e Aldonin, dif­fidati, sono stati ammoniti ieri sera a San Siro).

È presto per pensare al Barcellona (o all’Arsenal, se ribaltasse ogni prono­stico), ma il traguardo non è poi così lontano. D’ora in poi l’Inter non avrà mai modo di rifiatare, la stagione non concederà né pause né possibilità di distrarsi. Una partita ogni 3 giorni si­no al 9 maggio, se i nerazzurri riusci­ranno a raggiungere anche la finale di Coppa Italia.

Sono questi i momenti in cui le squa­dre dimostrano di essere grandi: quando la pressione si fa enorme e ogni partita diventa una finale. Se il Barcellona di Ibrahimovic (ieri dop­pietta all’Arsenal, anche se poi gli in­glesi sono riusciti nella doppia rimon­ta) comincia ad apparire sempre me­no sfocato nel futuro dell’Inter, la Ro­ma e il Milan sono presentissimi e vi­sibilissimi. Le giornate decisive di campionato s’intersecano inesorabil­mente con quelle di Champions. Saba­to il Bologna, martedì il Cska a Mosca, poi doppia trasferta a Firenze (per campionato e Coppa Italia), la sfida al­la Juve alla vigilia dell’agognata semi­finale d’andata col Barcellona. Servi­ranno nervi e cuore saldi, e magari un po’ di buonsenso in più (come si può non risolvere il caso Balotelli?). Servi­ranno tutti nello sprint finale, Mourin­ho non potrà permettersi altre esclu­sioni eccellenti.

Sotto pressione per la Champions, saprà l’Inter rispondere anche alla sfi­da per lo scudetto che arriva soprattutto dalla Roma? Lo scopriremo sin da sabato, avendo una certezza: alme­no in campionato tutto potrebbe com­piersi nelle prossime 3 giornate. Già la sera del 18 aprile la classifica po­trebbe avere un volto definitivo o qua­si. C’è il derby di Roma: difficilmente chi sarà in testa quella sera poi si fa­rà raggiungere. E saremo solo alla vi­gilia di Inter-Barcellona, l’evento più atteso.