I niños sono finalmente cresciu­ti. Ci hanno messo un pochino, qualcosa come 44 anni, per torna­re a vincere, ma da ieri sera l’Eu­ropa ha dei degni campioni. La Spagna ha domato i furori agoni­stici dei tedeschi con un calcio si­curamente migliore, più virtuoso, meno avaro di talento. Qualità di cui, in verità, è sempre stata dota­ta, ma sinora vanificate dalla sua incapacità di ruggire nei momen­ti decisivi, da una fragilità carat­teriale e anche dalla mancanza di attaccanti all’altezza.

Questa vol­ta gli attaccanti li aveva, ne aveva due, uno, il capocannoniere del torneo, l’ha dovuto lasciare in panchina, ma è bastato Torres, da solo, per schienare i tedeschi. Grande centrocampo, fitto e di qualità, e davanti i tagli improvvi­si di Torres, la sua capacità di at­taccare gli spazi e di far soffrire i modesti e lenti difensori tedeschi. Così Aragones ha concluso il suo piccolo capolavoro: la Spagna le ha vinte tutte, tranne quella con­tro di noi, particolare che proba­bilmente accresce i rimpianti dei nostri.
Ma sul piano del gioco, dell’at­teggiamento, la Spagna è stata largamente la migliore. La Ger­mania le ha opposto il solito calcio tosto, energico, ricco di forza atle­tica e temperamento, ma netta­mente inferiore sul piano tecnico.
Terzi ai mondiali, secondi ora a Vienna, con una squadra per otto undicesimi invariata, ai tedeschi, ammirevoli per lo spirito che li anima, evidentemente manca sempre un po’ di qualità, a parti­re da Ballack che ha deluso per l’ennesima volta.
La Spagna è la degna vincitrice di un torneo che ha regalato buon calcio, partite spettacolari, un pubblico corretto e un livello tec­nico molto più alto rispetto al­l’edizione portoghese di quattro anni fa. A parte il rango di questa finale, tra due squadre di grandi tradizioni, non va dimenticato il calcio, sia pur a sprazzi, ma mo­derno e spettacolare regalato dal­l’Olanda nella fase iniziale, né la grande impressione che hanno suscitato come collettivo sia la Russia, poi crollata sul più bello, che la Turchia, straordinaria per lo spirto con cui si è battuta. Inte­ressante anche la Croazia, poche le squadre davvero mediocri. Hanno deluso, se mai, le stelle, i giocatori più attesi, ma in com­penso abbiamo visto collettivi molto equilibrati, ben organizzati, capaci di giocare un buon calcio. Non possiamo dire purtroppo lo stesso degli azzurri, che proprio sul piano del gioco hanno fallito, anche se sono gli unici a non aver perso con gli spagnoli. Troppo po­co, come consolazione.