E’ da tempo che aspettiamo un in­tervento di Massimo Moratti sui veleni che stanno intristendo questo campionato. Nessuno ha ac­cusato l’Inter, l’accento – a partire da noi – piuttosto è stato posto sull’ina­deguatezza dell’attuale classe arbi­trale, e sulla sudditanza psicologica nei confronti di chi è al comando. Del resto, gli errori a favore dell’in­ter sono stati per così dire certifica­ti
dal designatore Collina e dall’arbi­tro Farina. Una parola di Moratti po­trebbe rasserenare l’ambiente: non è così difficile. Proprio quest’anno, tra l’altro, l’esempio l’ha dato un al­tro presidente, De Laurentiis, quan­do ha chiesto scusa alla Juve per i rigori inesistenti assegnati da Ber­gonzi al Napoli.

Sinora, nelle reazioni degli addetti ai lavori, la situazione era rimasta sotto controllo. Rosella Sensi ha in­fatti stemperato ogni polemica, e lo stesso Totti – parlando di aiutini ­non ha mai messo di mezzo l’Inter e i suoi giocatori, dicendosi tra l’altro convinto che non esista alcun com­plotto. Tesi che noi sosteniamo da tempo.
Se proprio Moratti non vuole inter­venire in prima persona sulla vicen­da, sarebbe però il caso che lo faces­se su alcuni suoi dipendenti. Perchè il signor Oriali ha improvvisamente alzato il livello dello scontro, dicen­do cose che non stanno nè in cielo nè in terra. E’ chiaro che non è colpa dell’Inter se la Roma ha perso 3-0 a Siena. E’ colpa della Roma (e meri­to del Siena). Non è colpa dell’Inter se i colpi di testa di Couto e Vannuc­chi diventano calci di rigore, o se il gol in fuorigioco di Cambiasso non viene visto. E’ colpa degli arbitri e del guardalinee. Ma non è colpa del­la Roma se l’Inter, alla fine, ha vinto quelle tre partite. Ci vuol tanto a ri­conoscerlo? Quanto al diventare an­tipatici, Oriali stia tranquillo: lui ci sta riuscendo benissimo.