Editoriali

LO SCUDETTO DI DE LAURENTIIS

Il campionato ha esaurito quasi tutti i suoi verdetti, in un turno che ha fatto registrare emozioni e colpi di scena. Per una volta cominciamo dalla coda, dalle la­crime di Palombo per la retrocessione in B della Sam­pdoria. Lo avevamo detto e scritto da mesi: attenti con il mercato, perché si possono fare acquisti sbagliati ma si possono anche avallare cessioni che rischiano di far precipitare la situazione. Non solo per il valore tec­nico dei giocatori, ma per il messaggio che si indirizza all’ambiente. La Sampdoria alla fine del girone di an­data, il 9 gennaio, era nona con 26 punti. Proprio in quei giorni sono arrivati gli addii a Pazzini e Cassano. Continua »

CHE CAMPIONATO GODIAMOCELO

Ribaltoni, resurrezioni, sorprese: sì, è un campionato pazzesco. Ne aveva­mo bisogno, dopo che l’Europa ci ha chiuso – una dopo l’altra – quasi tutte le porte in faccia, e fra tre giorni lo Schal­ke quasi certamente ci cancellerà in modo definitivo dalle coppe. In casa no­stra, almeno, ci divertiamo e soffriamo. Insomma, ce la godiamo eccome. Prendete la giornata di ieri: la sciagu­rata Inter dell’ultima settimana si è ri­catapultata nella lotta scudetto, tornan­do a spaventare Milan e Napoli; la Ro­ma in pieno stravolgimento societario, con la ferita ancora aperta della scon­fitta in casa contro la Juventus, è risor­ta a Udine e si è rilanciata in piena zo­na Champions. Continua »

TOTTI, CAMPIONE INFINITO

Totti ha stravinto il suo derby per­sonale, esattamente come l’ha perso la Lazio, che non riesce ad an­dare oltre se stessa, non riesce evi­dentemente a capire – ed è successo nelle ultime cinque partite – cosa non bisogna fare. Aspettare che il derby ti venga incontro. L’ha invece cerca­ta questa partita, questo successo, di squadra e personale, quel giocatore infinito che è Francesco Totti. E’ stato lui a tenere alta la Roma, è sta­to lui con il passaggio in verticale a Pizarro a propiziare la punizione da cui è poi scaturito il gol, è stato lui a trasformare quella punizione, è stato lui a far saltare i nervi dei laziali, che prima lo hanno colpi­to a terra (con Matuzalem), poi sono andati oltre l’immaginabile. Non c’era niente di adrenalinico, nella testata di Radu a Simplicio: perché l’adrenalina è una scossa elettrica che però non produce un corto circuito.
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PER LO SCUDETTO E’ LOTTA A TRE

E’ il Napoli il protagonista della giornata. Nel secondo tempo di Parma s’è finalmente svegliato dal torpore che l’aveva colpito negli ul­timi tempi. Il riscatto è arrivato nel turno più importante, segnato dai passi falsi di Milan e Inter. Mazzar­ri, squalificato, era in tribuna, ed ha visto la sua squadra rinascere nell’intervallo. Un altro Napoli, quello della ripresa, certamente in grado di lottare fino alla fine per lo scudetto. Se, giustamente, si sente in corsa l’Inter, perchè non dovreb­bero pensarlo anche gli azzurri, che hanno un solo punto in meno? Continua »

NUOVO E ANTICO: COSÌ MONTELLA VOLA

Al di là della curiosità e dell’emo­zione, il debutto di Montella sul­la panchina della Roma ha tra­smesso una sensazione strana: co­me se la squadra si fosse, d’im­provviso, liberata da una cappa che la opprimeva, la imprigiona­va, la offuscava. La cappa che l’aveva portata a perdere le ultime quattro partite e, in particolare, a buttare le ultime due in modo allu­cinante: da 1- 0 a 1- 3 con lo Sha­khtar e – addirittura – da 3-0 a 3-4 con il Genoa, entrambe le volte in una manciata di minuti. Continua »

ORA SERVONO TRE MIRACOLI

L’Inter aveva chiuso i tedeschi nella loro metà campo, manca­vano pochi minuti alla fine, sem­brava maturo il gol di un altro storico successo, il Bayern era alle corde e si stava aggrappando ai mi­racoli di Kraft quando si è aperto come un ventaglio dell’Ottocento in un contropiede micidiale. Il si­nistro di Robben, che ha tormenta­to tutta la serata nerazzurra, la pa­pera di Julio Cesar confessata da­vanti alla sua curva, il gol di Go­mez. Il gelo è calato su San Siro e sul calcio italiano, che adesso do­vrà fare un’impresa per non uscire dalla Champions già a metà marzo dopo averla vinta nove mesi fa. Continua »

ROMA, UNA CRISI CHE PARTE DA LONTANO

Partiamo subito dalla fine. Dopo quello che è successo a Marassi, una debacle vergognosa che non ha precedenti nella storia della As Roma, do­vrebbe esserci oggi la fila. Tutti a rassegnare le di­missioni, mettendo a di­sposizione il proprio con­tratto: amministratori, di­rigenti, staff tecnico, gio­catori. Perché tutti hanno responsabilità precise, solari, in uno sfacelo che si è consumato in campo ma che parte da più lonta­no. E di cui parleremo.
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E COSI’ NACQUE ANCHE L’INDIZIO TV

La giustizia sportiva è cambiata. Nessuno ce l’ha detto, nessuno ci ha avvertito, ma da ie­ri esiste un nuovo principio, introdotto nell’or­dinamento da Giampaolo Tosel (che è per l’ap­punto il giudice sportivo): l’indizio tv. In base a questo, si possono prendere provvedimenti nei confronti dei calciatori non solo quando le im­magini televisive mostrano in modo chiaro ed evidente un comportamento violento o grave­mente scorretto sfuggito all’arbitro (quella era la vecchia prova tv), ma anche se esiste il sem­plice sospetto che un episodio del genere sia accaduto. Basta un indizio, insomma, per esse­re condannati. Solo così, con un’innovazione regolamentare introdotta di soppiatto, si possono spiegare le tre giornate di squalifica affibbiate a Rosi e so­prattutto a Lavezzi per il presunto scambio di sputi in Roma-Napoli. Continua »

FINALMENTE LA VERA JUVE

Anche senza le due battistrada, senza Milan e Napoli, è stata una domenica molto, molto, importante. Allegri e Mazzarri, dopo le sontuose prestazioni di sabato, aspettavano notizie precise. Soprattutto da Ju­ventus- Inter. E le risposte sono ar­rivate, fragorose, con i bianconeri che hanno vinto la sfida più sentita, interrompendo la rincorsa di Leo­nardo allo scudetto. Una grande soddisfazione per i tifosi della Juve che, oltre a fare un torto speciale ai rivali più sentiti, possono guardare a questo finale di campionato con ritrovata fiducia. Perché la Juve, parliamoci chiaro, vale molto di più di quanto dica la classifica.
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PERCHE’ NAPOLI DEVE CREDERCI

E ora basta freni, basta scara­manzie, basta ipocrisie. Giù la maschera: il Napoli è pienamen­te, completamente e definitivamente in lotta per lo scudetto. Nessuno può più nascondersi e se c’era chi aveva timore anche sol­tanto a pronunciare quella paro­la magica, adesso deve arrender­si all’evidenza di una classifica straordinaria e di una squadra fantastica. No, lo scudetto non sa­rà un derby milanese: il Napoli c’è. Questo ha detto un sabato di spettacolo che ha salutato i trion­fi di Milan e Napoli, emettendo due verdetti quasi inappellabili. Continua »