Non è normale che una squadra arrivata al secondo posto dopo l’ennesimo, ottimo, campionato non conosca ancora il nome dell’allenatore che la guiderà in Champions. E soprattutto non sappia chi dovrà lanciarla verso lo scudetto nella prossima stagione. La questione Mazzarri ha oramai raggiunto una situazione paradossale che tiene in sospeso più di una società. Chi aspetta di riconfermarlo (appunto il Napoli) e chi spera di prenderlo (principalmente la Roma e poi l’Inter). Vero che il calciomercato abbia spesso riservato delle sorprese, ma è impossibile non ritenere che dietro certi tentennamenti ci siano principalmente ragioni economiche (altro che anno sabbatico). Poi, ma solo poi, questioni di orgoglio personale (quello di spendersi per un progetto credibile) che, a ben vedere, si tramuteranno, comunque, in soldoni qualora gli obiettivi venissero realizzati.
Insomma, in certi casi c’è poco spazio per filosofie personali se quel che conta è soprattutto la ricerca di un percorso sicuro per se stessi. Tanto sapremo a breve la soluzione di cotanto mistero. A proposito, rimanendo sul tema, se la Roma vorrà Mazzarri dovrà almeno bilanciare l’offerta del Napoli (tre milioni e duecentomila a stagione per tre anni). Non avesse sbagliato tecnico per due anni di seguito e avesse puntato subito su uno come Montella ora non dovrebbe svenarsi ulteriormente. Il progetto ha credibilità se si verifica una crescita di anno in anno. Finora non c’è stata e nessuno ha mai pensato di prendersela né con Andreazzoli, né con Pjanic. No, i responsabili sono i dirigenti: da Pallotta in giù. In attesa che si cambi rotta.
Da oscar invece ci sembra Allegri che dopo aver compiuto un miracolo osa il tutto per tutto nel tentativo di difendere un sontuoso terzo posto. Tanto per una riconferma al Milan che invece lo tiene ancora sulla corda. Ma si può?